“Esiste solo un’antimafia che è quella dell’impegno quotidiano che ognuno di noi deve mettere per ricordare e trasmettere i valori della legalità”.

Riecheggiano forti le parole di Caterina Chinnici nel mondo della politica siciliana investita da una crisi di credibilità e dalla polemica, alla regione, sull’antimafia di facciata. parole pronunciata stamani dalla figlia del consigliere istruttore di Palermo Rocco Chinnici assassinato dalla mafia con l’autobomba di via Pipitone Federico esattamente 32 anni fa.

Caterina Chinnici, magistrato, ex assessore regionale, eurodeputato, candidata suo malgrado a Presidente della regione dall’Udc che vuole mettere il cappello sopra alla proposta vincente per il dopo Crocetta, non ha neanche accennato a parlare di politica oggi. ma di antimafia sì. E anche se non lo ha detto durante la commemorazione del padre, le sue poche parole suonano come una condanna senza appello dei professionisti dell’antimafia

E’ stato questo a tenere banco in via Pipitone Federico stamani durante una breve cerimonia in ricordo di Rocco Chinnici nel trentaduesimo anniversario della strage in cui un’autobomba uccise anche due carabinieri e il portiere dello stabile dove il consigliere istruttore abitava.

Stamattina sotto la lapide sono state deposte 4 corone di fiori delle istituzioni  ovvero Regione, Ars, Comune di Palermo  e Carabinieri, il picchetto dell’Arma dei carabinieri, autorità civili e militari e i bambini del “Centro Padre Nostro” di Brancaccio hanno partecipato alla commemorazione.

Presenti, tra gli altri, i figli di Chinnici, non solo Caterina ma anche Giovanni, assieme alla vedova dell’appuntato Trapassi. Tra le autorità il questore Guido Longo, il comandante provinciale dei carabinieri, Giuseppe De Riggi, il comandante interregionale generale Riccardo Amato, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, il presidente del Tribunale di palermo Salvatore Di Vitale, il presidente della Corte d’appello Gioacchino Natoli e il procuratore generale Roberto Scarpinato, l’ultimo simbolo di quello che fu il pool antimafia Peppino Di Lello.