“L’assessorato è vicino agli imprenditori delle cantine della zona e ribadisce tutto il suo appoggio. Siamo dalla parte di chi decide di portare avanti una Sicilia produttiva nel nome della legalità”. Sono le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca a seguito del blitz dei carabinieri avvenuto stamani nel catanese e che ha portato all’arresto di 15 persone coinvolte nella cosiddetta mafia rurale.

Anche il commissario dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, Antonino Di Giacomo, ci tiene a comunicare tutto il suo appoggio ai produttori vitivinicoli: “Credo sia giusto far sentire la nostra presenza e soprattutto collaborazione – precisa Di Giacomo – ai produttori che ogni giorno si scontrano con una realtà di illegalità ma che decidono di non demordere. Portando avanti loro portiamo avanti una Sicilia nuova, una Sicilia di qualità e di legalità”.

Secondo Coldiretti “l’agricoltura siciliana si rivela ancora un obiettivo dell’attività mafiosa”.

L’associazione degli imprenditori agricoli ricorda che “l’agromafia, che in Sicilia lo scorso anno ha raggiunto il tetto di 5 miliardi di euro, va sconfitta con la denuncia, con il ripopolamento delle zone interne, con la costruzione di infrastrutture che garantiscano la presenza sul territorio spesso abbandonato proprio perché isolato e difficile raggiungimento – sostiene ancora la Coldiretti – ma anche con un incremento dei controlli che deve riguardare tutta la filiera”.

Il presidente di Confagricoltura Catania, Giovanni Selvaggi rimarca che questa è  una piaga che va combattuta anche dalle aziende denunciando chi cerca di appropriarsi dei frutti del lavoro altrui attraverso l’intimidazione mafiosa”.