Un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dai carabinieri del nucleo investigativo di Agrigento nei confronti di Angelo Gioacchino Middioni, 38enne, bracciante agricolo di Campobello di Licata (AG), cugino dell’ex latitante Giuseppe Falsone.

Il provvedimento è stato firmato dal Gip del tribunale di Palermo Lorenzo Matassa su richiesta del sostituto procuratore della Dda Giuseppe Fici. Middioni viene ritenuto responsabile di associazione di tipo mafioso ed estorsione in concorso, con l’aggravante delle modalità mafiose.

Middioni in più occasioni avrebbe imposto il pizzo, secondo l’accusa, a imprenditori della zona, incassando centomila euro tra il 2006 e 2007, e somme inferiori ancora non quantificate negli anni successivi. Determinante è stata la collaborazione dei pentiti Maurizio Di Gati e Giuseppe Sardino che hanno confermato il suo ruolo di “collettore delle estorsioni sul territorio di Campobello per conto del cugino Giuseppe Falsone, e quindi di Cosa nostra”.

Middioni, stando sempre all’indagine, sarebbe diventato l’esattore del pizzo dopo l’arresto di Ignazio Accascio, nell’ambito dell’operazione antimafia “Ghost2” condotta dai militari del reparto operativo.