Sabato 20 mattina alle 10.30 alla libreria Garibaldi in via A. Paternostro 46, Eugenio Melandri, già missionario Saveriano, Parlamentare europeo, fondatore di Chiama l’Africa e delle campagne contro guerre ed armi sarà ospite del Mir di Palermo (Movimento internazionale della Riconciliazione).

Melandri nasce a Brisighella, in provincia di Ravenna, nel 1949. Nel 1974 entra nei missionari saveriani. Frequenta l’Università di Trento dove si laurea in sociologia. Nel 1980 diviene direttore della rivista Missione Oggi.

In quel periodo è esponente di punta del mondo pacifista. Partecipa in prima linea alle manifestazioni contro l’installazione dei missili di Comiso, lancia la campagna per il disarmo unilaterale a cui aderiscono personalità di ogni posizione politica: da Carlo Cassola a P. David Maria Turoldo.

Sono gli anni dell’impegno pacifista e per la cooperazione internazionale. Nel 1989 accetta di candidarsi alle Elezioni Europee nelle liste di Democrazia Proletaria. Fa proprio in quel periodo un motto di Pedro Casaldaliga, Vescovo in Brasile: “Con Maria Dio si è fatto uomo in Gesù Cristo; Con Giuseppe Dio si è fatto classe”.

Durante il mandato parlamentare è Vicepresidente dell’Assemblea paritaria UE – ACP che raduna i Rappresentanti del Parlamento europeo con i paesi di Africa, Carabi e Pacifico.

Effettua molte missioni in Africa, Asia e America Latina: dal Salvador dove riconduce a casa un gruppo di profughi che da diversi anni avevano dovuto abbandonare il paese, alla Mongolia che, con un suo rapporto al Parlamento, diviene partner economico dell’Unione Europea.

È a Cuba dove incontra diverse volte i leaders politici locali per preparare una risoluzione – approvata all’unanimità dal Parlamento – che apre le relazioni economiche tra Europa e L’Avana. Si impegna per la causa di tutti i popoli oppressi: dai Kurdistan al Sudafrica; da Timor est, al Nicaragua e Haiti.

Fonda, nel frattempo, l’Associazione “Senzaconfine”, per i diritti degli immigrati e insieme con Dino Frisullo si spende perché i diritti non siano riservati ai soli cittadini italiani. Nel 1992 è eletto al Parlamento Italiano con Rifondazione Comunista, ma si dimette dall’incarico per non tenere due mandati parlamentari.

Dopo la parentesi parlamentare torna a lavorare nella società civile. E’ presidente dell’associazione “Obiettori nonviolenti”. Con altri amici fonda “Chiama l’Africa” di cui è tuttora coordinatore. Viene chiamato a dirigere la rivista “Solidarietà internazionale” dalle cui pagine segue criticamente le vicissitudini della cooperazione.