Parte da un deputato siciliano, il messinese Francesco D’Uva la contestazione a Beppe Grillo e al referendum lanciato sul suo sito per cercare il consenso dei militanti sulle alleanze da stringere al Parlamento europeo. Il post lanciato alle 10.42sul sito, di fatto estromette in assoluta autonomia decisionale assunta dal leader dei grillini, Beppe Grillo, il gruppo dei Verdi europei. “Tanti attivisti mi stanno chiedendo in privato se secondo me è normale che non si possano votare i Verdi nella votazione online sul blog per scegliere il gruppo a cui accorparci. Io dico di no”, ha scritto subito su Fb D’Uva.

“E’ vero che i Verdi non hanno tutta questa voglia di accoglierci. E’ vero che stanno facendo lo stesso giochetto che fece Bersani più di un anno fa, ovvero fingere un’apertura e poi dare la colpa a noi, ma … non prenderli nemmeno in considerazione nella votazione non ha alcun senso, soprattutto se, come indicato nel post, “nel caso la soluzione più votata non sia praticabile, sarà perseguita la successiva più votata”.

D’Uva insiste: “Magari sono io a non essere informato sulle trattative: se i Verdi hanno declinato qualsiasi nostra proposta forse sarebbe il caso di scrivere un altro post per informare gli iscritti che si aspettavano di dover scegliere tra Ukip e Verdi. Spero che quest’ultimo mio appello venga accolto così potrò usare il mio voto serenamente”.

Le contestazioni a Grillo sono molte proprio fra gli iscritti al sito. Leggendo i commenti, si scopre una linea molto dura contro Grillo. “Non capisco perché non ci facciano scegliere tra l’intera rosa dei gruppi parlamentari europei disponibili. Francamente questa preselezione mi pare inopportuna e disdicevole”, scrive Edoardo M. dalla Sicilia. E gli fa eco Raffaele P. dal Lazio che parla di “ennesima tafazzianata M5S… O si da la possibilità di votare qualsiasi gruppo oppure lasciamo perdere… A o B o NULLA?????”.

“Oggi mi rifiuto di votare! Non è possibile che le scelte siano così limitate. Ho l’impressione che qualcuno abbia già deciso, e serve solo la finta ratifica della rete”, scrive Giacomo C dalla Sicilia che precisa anche di essere certificato dal giugno 2013 per evitare l’accusa di essere “un troll piedino”.