Più che una riunione, una vera e propria adunata la cui consistenza ha superato ogni aspettativa. Si è svolto in un grande albergo di Caltanissetta l’incontro programmatico fra tutti gli amministratori di Articolo 4.

C’erano il leader del movimento, Lino Leanza, l’assessore regionale all’agricoltura Paolo Reale, la deputazione all’Ars al gran completo – 10 deputati, che fanno del movimento il secondo schieramento politico dell’Isola – per una “chiamata” alla partecipazione nel segno dell’unità e di un nuovo, ambizioso, obiettivo: eleggere, con la giornalista Michela Giuffrida, fino a qualche giorno fa direttore di Antenna Sicilia, indipendente ed espressione del Movimento nella lista del Pd, il proprio deputato europeo.
Eccola la marcia in più di Art.4, che dal centro della Sicilia, l’hotel San Michele di Caltanissetta, ha cominciato la sua nuova battaglia politica in nome e per conto della gente e senza dimenticare la priorità del diritto costituzionale al lavoro che da il nome al movimento.

E, in tempi di liti e divisioni tutte interne ai partiti, la marcia in più di Art.4 – che proprio ieri ha festeggiato il primo anno di vita – è la “fotografia” stessa della sala gremita dai gruppi dirigenti arrivati da tutta l’isola: il miglior biglietto da visita per vincere una partita, quella delle elezioni europee, con l’obiettivo duplice di una legittimazione sempre più forte nella leadership politica regionale.

“É una occasione unica per contarci – ha detto il presidente Lino Leanza – per dimostrare quanto le nostre idee, il nostro lavoro sul territorio, il valore aggiunto del nostro movimento siano un patrimonio, una risorsa in continua crescita. Abbiamo fatto una scelta – ha aggiunto Leanza – e non è stato certo facile, ma siamo convinti che sia quella giusta per dare forza ad un progetto politico, l’unico che oggi può risultare credibile. Abbiamo già dimostrato che uniti si vince”.

“Ho accettato questa candidatura – ha detto Michela Giuffrida – perché convinta che il mestiere del giornalista sia – per peculiarità e nobiltà d’intenti – molto simile a quello del politico, o meglio di un buon politico nel senso più nobile del termine. I più purtroppo oggi dimenticano che politica deriva da “polis” cioè da “città” e che la politica nasce come strumento di buon governo delle città. Oggi più che mai c’e bisogno di riavvicinarsi agli elettori, sempre più delusi e sfiduciati. Passione, onestà, concretezza, spirito di servizio – ha concluso Michela Giuffrida – servono per convincere chi sta pensando di non andare a votare o, peggio ancora, chi vuole trasformare il voto in uno strumento di protesta. Questo ci farebbe precipitare ancora più in basso. E nessuno se lo può permettere”.