Le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo entrano nel vivo e incominciano a diffondersi le previsioni, o i chiacchiericci, più o meno affidabili.

Noi abbiamo deciso di fare le nostre previsioni. Non le porremo in busta chiusa, non le daremo al notaio nello stile che fu di Giucas Casella ma scopriamo le carte sin da subito.
Innanzitutto il numero di votanti: non si arriverà a superare il 40%. La nostra previsione è il 38%. Le europee hanno sempre avuto un basso tasso di votanti ed a meno che i 5stelle non riescano a risvegliare interesse in una tornata elettorale in cui il voto di opinione ha un ruolo, poco più  un terzo dei siciliani si recheranno alle urne.
Poi i partiti: il primo sarà certamente il 5stelle. La partita è aperta per i posti sul podio. Le previsioni: il Pd secondo, potrà giovare dell’effetto Renzi o meglio dell’affetto filogovernativo che il popolo siculo ha sempre mostrato con forza. (affetto o fedeltà verso il potere, è la legge di Flaiano, in Sicilia si vota per il potente in carica).
Al terzo posto prevediamo l’arrivo di Forza Italia (potrebbe scalzare il Pd sulla seconda piazza) questo perché Berlusconi in Sicilia è sempre Berlusconi. A tenere alte le sorti dei forzisti ci sarà certamente il ticket Leontini-Iacolino con il primo che raccoglie un consenso proveniente da varie aree come quella autonomista e che dovrebbe portare tanta acqua al mulino azzurro. La competizione con gli ex cugini del Nuovo Centro Destra mette, poi, benzina vivace nello schieramento forzitaliota nonstante Miccichè Capolista ed il suo fido Pippo Fallica, in rapporti freddi col suo ex mentore, impegnato a dimostrare che il candidato sardo (Cicu) avrà la meglio nello schieramento forzista.
Se va bene, per loro, il Nuovo Centro Destra di Alfano e un po anche di D’Alia resta la parte con il maggiore apparato. Si candida alla quarta piazza ma con la presenza di La Via in lista ed il migliore schieramento post democristiano la partita è aperta, anche se non per le prime piazze con le truppe cammellate pronte a marciare.  Gli altri sono Tsipras e l’Italia dei Lavori. Difficile rilevare il risultato presunto sulle cifre decimali. Una speranza per un seggio raccattato su scarti e resti lo mantiene solo su cala nazionale il partito di Ignazio Messina.
Ancora, i candidati: il più votato in Sicilia secondo la nostra previsione sarà La Via, incalzato da Cascio nel suo stesso partito, anche se quest’ultimo è alle prese con una campagna elettorale “nuova” che però affronta da segretario regionale. Tra i più votati Renato Soru nel Pd: raccoglierà i voti di opinione dei Siciliani che non votano a destra e che non hanno intenzione di votare i 5 stelle oltre ai militanti del Pd che con la preferenza secca ad un sardo potranno dare una lezione ad anni di misfatti del Pd Siciliano. Outsider la Michela Giuffrida (che potrebbe, però, raccogliere tutte le “terze” preferenze del Pd. Lo scontro interno fra renziani e cuperliani, infatti, potrebbe indurre sia gli uni che gli altri a votare Giuffrida come terza preferenza invece di votare per un candidato della corrente avversa ed essendo obbligati a esprimere almeno una preferenza femminile) e la Michela Stancheris oltre che la Caterina Chinnici. Molto dipenderà dalle mosse di Soru mentre i risultati tra le candidate di Lino Leanza e Rosario Crocetta determineranno nuovi equilibri per un futuro nuovo assetto in giunta regionale.
La partita è aperta e le previsioni cambiano di continuo e lo faranno fino alla fine. Questi stessi equilibri potrebbero essere stravolti anche più di una volta nei prossimi 20 giorni e solo le urne diranno realmente come cambiano le preferenze dei siciliani.