Il seggio da europarlamentare di Giovanni La Via è in bilico. Quando già l’eurodeputato uscente catanese esultava per il ritorno al parlamento di Strasburgo con un bottino di 56.678 preferenze, viene colpito dal fuoco amico. E’ Carlo Casini, eurodeputato anche lui, candidato nella circoscrizione centro sempre nelle fila di Ncd-Udc ma di provenienza centrista, a presentare ricorso contro l’elezione di La Via.

Casini, leader del movimento per la vita, ha inoltrato una memoria al Viminale (retto proprio dal leader di Nuovo centrodestra, Angelino Alfano), lamentando un errore nell’assegnazione dei seggi agli eletti delle europee. Secondo in lista nella circoscrizione centro dopo il minstro della Salute, Beatrice Lorenzin che non intende rinunciare al suo posto al governo, Casini mira a strappare il seggio a La Via. E lo fa con argomentazioni che in apparenza sembrano credibili.

“Il seggio Ncd-Udc non deve scattare nelle isole, ma al centro”, sostiene Casini che nella memoria al ministero di via Nazionale argomenta le sue obiezioni per ottenere la giusta attribuzione dei seggi in sede di proclamazione ufficiale.

L’istanza è stata condivisa nell’Ufficio politico convocato dal segretario dell’Udc Lorenzo Cesa. “In merito alle informazioni fornite ufficiosamente e provvisoriamente dal Ministero dell’Interno secondo cui il seggio attribuito secondo una prima comunicazione ministeriale alla lista Ncd-Udc-Ppe nella Circoscrizione dell’Italia centrale con 200.117 voti, dovrebbe invece essere ceduto alla Circoscrizione delle Isole nonostante il minor consenso elettorale ottenuto dalla medesima lista (171.224 voti), è doveroso manifestare la più viva contestazione – si legge in una nota – Infatti il metodo usato per raggiungere il risultato è sorprendente, sia per la violazione delle più elementari regole democratiche, sia perché – sostiene Casini – mai usato in tutte le precedenti consultazioni europee, sia per gli effetti distorsivi che il principio applicato determina a tutti i livelli della partecipazione democratica”.

Nella nota Casini contesta il metodo di assegnazione rilevando che “esso comporta che non otterrebbero rappresentanza numerosi elettori votanti di alcune Circoscrizioni (462.952 elettori del nord ovest, 451.239 del nord est, 393.494 del centro) a tutto vantaggio di quegli elettori che si sono astenuti dal voto (641.605 del sud e 666.074 delle Isole) non ritenendo doveroso inviare un loro rappresentante al Parlamento europeo. Qualora si applicasse tale criterio, vorrebbe dire che in passato ben 21 parlamentari europei avrebbero abusivamente svolto le loro funzioni a partire dal 1984. Inoltre tale principio non è mai stato applicato in tutte le legislazioni elettorali regionali che ne risulterebbero sconvolte”.

Dichiarazioni con cui Casini in qualche modo fa presagire persino un dolo oltre che un errore nel calcolo per le assegnazioni. “La ricerca di armonizzazione fra il principio della rappresentanza politica e quella della rappresentanza territoriale – continua – esige un intervento legislativo come ha indicato la Corte Costituzionale (sentenza 271 del 2010) e non può essere applicato ignorando la legge vigente in modo così gravemente distorsivo”.

Se il ricorso di Casini venisse accolto per Alfano, il ministro, sarebbe uno smacco a dir poco. Dei tre seggi assegnati al Parlamento europeo alla lista Ncd-Udc, due sarebbero i rappresentanti eletti dell’Udc (Cesa e Carlo Casini) solo uno quello di Ncd, il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi.