E’ a Roma dove sono in corso riunioni, vertici e incontri sul tema delle candidature Ncd per le elezioni europee. Quando alla scadenza per la presentazione delle liste mancano ormai meno di cinque giorni, il segretario Angelino Alfano si è dato la scadenza temporale di sabato prossimo per decidere e mettere un punto al dibattito interno al partito sui nomi.

Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars e deputato di Ncd all’assemblea regionale siciliana è uno dei nomi forti su cui si è più insistito in queste settimane che hanno anticipato l’elaborazione delle liste. E se nella circoscrizione Sicilia-Sardegna i posti disponibili sono 8, il suo nome è stato considerato a lungo come uno fra quelli sicuri. Almeno fino a che Alfano e Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, non hanno formalizzato la scelta di andare uniti al voto. I posti dunque – quando bisogno contemperare le esigenze di due partiti e la rappresentanza di due regioni – si sono ristretti. E la candidatura di Cascio oggi è in forse per la concomitante volontà di puntare su un altro big del gruppo di Ncd a Palermo, il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Simona Vicari.

Proprio mentre, a Roma, Cascio sta per partecipare ad una riunione con il ministro e segretario nazionale di Ncd, Angelino Alfano sul tema delle candidature, risponde a BlogSicilia con parole ‘serene’.

“A Palermo ci sarà un solo candidato: o io o Simona. In assoluta serenità e nel rispetto delle decisioni che verranno prese”.

Perché Ncd dovrebbe scegliere fra lei e la Vicari? Non potreste correre entrambi?

“Perché due palermitani sarebbero troppi in una lista che deve rappresentare siala Siciliachela Sardegna.E’ una questione di opportunità politica. E ancor più prosaicamente è ragionevole pensare che nella circoscrizione dove scatteranno 8 seggi per l’Europarlamento, per noi potrà scattare un seggio. Disperdere impegno per due candidature differenti e non concentrarsi su questo obiettivo rischia di essere controproducente”.

E poi si deve anche considerare che in Sicilia, l’Udc ha i suoi candidati. Allenza ‘tattica’?

“L’Udc avrà i suoi candidati (si fanno i nomi dell’assessore Patrizia Valenti e del segretario regionale, Giovanni Pistorio mentre sembra ‘tramontare’ l’ipotesi della candidatura del presidente nazionale dei centristi, Gianpiero D’Alia, ndr). L’alleanza con loro non è tattica se il riferimento è a chi considera questo patto come una fuga in avanti verso il superamento della soglia di sbarramento. Mai e poi mai abbiamo pensato con preoccupazione a questo obiettivo che supereremo agevolmente. L’alleanza è politica e punta alla creazione, nel lungo periodo, di gruppi unici in Parlamento con l’obiettivo di creare il Partito Popolare europeo in Italia”.

Lei parla di gruppi parlamentari unici, pensa che dopo i risultati delle europee anche in Sicilia, all’Ars, si possa seguire la stessa strada?

“Pensare a questo in Sicilia è decisamente prematuro. L’Udc ha sostenuto il progetto politico del presidente Crocetta ed ha contribuito alla sua elezione avvenuta col voto diretto dei cittadini”.

Al governo nazionale però Ncd sostiene l’esecutivo Renzi. Non è forse Crocetta che non vi vuole?

“La genesi dei due progetti politici è profondamente diversa. Sosteniamo Renzi nel quadro del governo delle larghe intese che avevamo già avviato con Letta e il premier, peraltro non è stato eletto dai cittadini. Per Crocetta è diverso: è governato grazie ad un accordo elettorale che non abbiamo sostenuto. Siamo noi – che allora eravamo ancora nel Pdl – che non l’abbiamo voluto”.