C’era una volta l’armata centrodestra unita sotto il comando di Silvio Berlusconi. Quelle in programma il prossimo 25 maggio, infatti, sono le prime elezioni dallo sfaldamento del Pdl, la corazzata dello schieramento conservatore attorno alla quale giravano comunque anche le varie anime della destra italiana post Alleanza Nazionale.

Proprio a destra non è mancato il confronto e il tentativo di riunire i pezzi di una galassia che si è sparpagliata in un micro cosmo politico che, anche se da posizioni diverse, rimarca un principio identitario forte e preciso. L’operazione condotta da Meloni, Crosetto e La Russa e completata da Gianni Alemanno con la costituzione di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale ha certamente segnato dei confini, così come del resto è accaduto per gli ex An che hanno scelto la strada di Forza Italia in cui, in queste elezioni europee, è confluita anche La Destra di Francesco Storace e Nello Musumeci.

In mezzo rimangano, però, migliaia di militanti che dicono innanzitutto di essere di destra. Si prenda il caso del catanese Ruggero Razza, delfino del presidente della commissione antimafia all’Ars, Nello Musumeci, ed ex vice presidente della Provincia di Catania, il quale senza pensarci più di tanto rivela che l’obiettivo elettorale del 25 maggio è “Pogliese primo in Forza Italia e Fdi-An sopra il 4 per cento”.

Avvocato è un po’ tenere il piede in due staffe, non è possibile…

“Nessun piede in due staffe: la nostra posizione è nota e siamo gente seria. Ma certamente queste elezioni potrebbero avere un peso specifico in Sicilia in una sorta di referendum su Crocetta:  chiediamo ai siciliani di centrodestra di far contare il loro voto!”.

E’ quello che ha detto proprio Salvo Pogliese…

“Infatti. Vede, la gran parte dei simpatizzanti de La Destra si indirizzeranno proprio su Pogliese, che rappresenta bene la sintesi tra freschezza delle nuove generazioni e un percorso sempre a Destra. Ma in tanti sceglieranno anche l’eurodeputato Iacolino, che è stato impegnato nella commissione Criminalità assieme a Sonia Alfano”.

In Forza Italia la componente di Destra appare meno dominante rispetto ai fedelissimi a Berlusconi della prima ora. Il capolista, ad esempio, è Miccichè uno dei fondatori, ma che è stato vostro avversario alle Regionali. 

“Stavolta si vota con le preferenze e quindi aspettiamo il giudizio degli elettori. Quanto alla componente di Destra, in Forza Italia ce ne sono diverse. Chissà: forse diventeranno unitarie, ma non mi pare che sia avvertito da tutti come priorità. Su Miccichè, quindi, decideranno giustamente gli elettori che sanno come sono andate le cose alle Regionali”.

Anche lei ha aderito come tutta La Destra di Storace al partito di Berlusconi?

“La Destra non ha aderito a Forza Italia, ha raccolto un invito del presidente Berlusconi a fare fronte comune per queste elezioni. Quanto a me, io sono cresciuto con Nello Musumeci e ho il senso della gratitudine”.

Scusi, ma il ‘tifo’ per la Meloni come lo spiega?

“Non lo chiamerei tifo e penso che se Berlusconi parla di primarie, nel centrodestra tutti al momento giusto potremo scegliere: per allora ci vorrà una componente di Destra nella coalizione capace di raccogliere davvero l’eredità di An. Quanto all’oggi, voglio capire se la nostra ambizione, cioè essere alfieri del modello-Musumeci per il futuro della Sicilia, corrisponda a un obiettivo strategico per tutti i nuovi compagni di strada. Abbiamo davanti l’imbarazzante inadeguatezza del governo Crocetta e non vogliamo che si giochi ai tatticismi della politica. Ma Forza Italia e chi vuole ancora veder vincere il centrodestra in Sicilia devono decidere: o si riparte dal 28 ottobre del 2012 o saranno guai elettorali fin dal prossimo mese”.

Come vede la Sicilia e la sua città, Catania?

“Crisi buia. Con governi lontani dai bisogni reali delle persone. Si attacca la politica, spesso a ragione. Ma è tutta la classe dirigente a doversi sentire sotto accusa. Guardi la querelle della Camera di Commercio a Catania: c’è un galantuomo come il presidente di Confindustria etnea (Domenico Bonaccorsi di Reburdone ndr), che sarebbe certamente un ottimo presidente”.

Quindi ha ragione Confindustria?

“In questo caso sì. Bisogna smetterla di tirare per la giacchetta questa associazione e nel centrodestra bisogna saper cogliere le differenti sfumature dei suoi vertici”.

Che dirà Musumeci, dopo aver letto questa intervista?

“Si incazzerà tantissimo, ma poi mi perdonerà. Gli addetti ai lavori sanno che non parlo sotto dettatura, anzi”.