Proclamato lo stato di agitazione di tutti i dipendenti della Reset, la partecipata del Comune di Palermo che ha preso il posto della Gesip.

E’ stato stabilito dai segretari generali territoriali delle organizzazioni sindacali Asia, Alba, Cisal, Usb, Ugl e Conflavoratori in seguito alle ultime novità previsto dalla giunta comunale in merito alla quantificazione dei budget delle partecipate per gli anni 2016 e 2017. Il previsto e concordato aumento del budget per il 2016 doveva ifatti consentire l’aumento delle ore di tutti i lavoratori da 30 a 33 ore settimanali. “Peccato – dichiarano i sindacalisti – che allo stato attuale i lavoratori non sono ancora neanche a 30 ore settimanali e che il previsto aumento forse e sufficiente a mantenere gli attuali costi di gestione”.

I sindacati esprimono esprimono la loro totale contrarietà rispetto a quanto previsto e chiedono, come già fatto senza esito più volte, di incontrare l’amministrazione comunale il prima possibile.

“Seppur consapevoli delle difficoltà del Bilancio, siamo fiduciosi che questa Amministrazione ha l’obbligo morale e non solo di rispettare gli accordi sottoscritti in data 29/12/2014 ovvero quelli che hanno portato i lavoratori dalla Gesip alla Reset”.

I sindacati sostengono che “agli ex lavoratori Gesip, sono state tolte più di 10 ore settimanali, ovvero la diminuzione del 25% delle ore lavorative e più del 40% della retribuzione complessiva, considerando demansionamenti, congelamenti degli scatti di anzianità, indennità varie ecc…, a seguito dell’accordo del 29 e 30 dicembre, pur di fare ripartire le attività e ridare un minimo di dignità lavorativa, ma non resteremo di certo mani sulle mani qualora il Bilancio del Comune non sia organizzato in maniera tale che si rispettino gli accordi, senza furberie ne tecnicismi beceri… i lavoratori dovranno essere inquadrati tutti con 33 ore settimanali e quindi sia la Giunta, che il Consiglio si dovranno adoperare affinché questo avvenga”.

La proclamazione del presente stato di agitazione di tutto il personale è solo il primo passo di tutta una serie di iniziative, saremo costretti ad attivare, scongiurando che avvenga quanto già vissuto nei tristissimi mesi di manifestazioni con Gesip.