Alla fine sono 500 le espulsioni dal bacino dei Pip. Il dipartimento Lavoro ha fatto chiarezza, pubblicando l’elenco definitivo delle persone che hanno diritto all’assegno sociale erogato dall’Inps, ma pagato dalla Regione Siciliana. La lista comprende 2.335 nomi, rispetto ai 2.800 iscritti fino alla scorsa settimana. 

L’espulsione di massa segue all’ennesima notizia del coinvolgimento di precari del bacino in una retata a Palermo, in tra i rapinatori figuravano anche tre ex Pip, il governatore Crocetta è intenzionato ad andare fino in fondo, nonostante le proteste e le minacce di suicidio.

Il criterio seguito per il taglio di nominativi dalla lista riguarda soggetti che si sono resi protagonisti di “reati gravi” dopo l’inserimento nel bacino nato nel 2001. Questi reati, secondo il dipartimento al Lavoro, vanno dall’associazione mafiosa alla rapina passando per lo spaccio di droga. Espulsi anche i precari quelli che hanno precedenti per abusi sessuali.

Sarebbe un terzo dei precari a avere la fedina penale macchiata da reati gravi, tra cui rapina a mano armato, violenza carnale, detenzione di armi e 416 bis.

Salvi, invece, gli ex pip con precedenti non incompatibili con gli impieghi pubblici, che però non potranno più lavorare nelle scuole.

Il considerevole taglio agli attuali 3.200 destinatari del sussidio di 830 euro mensili comporterà un risparmio di circa 10 milioni di euro. 

Queste espulsioni si aggiungono a quelle operate a inizio anno: 200 tra condannati per reati mafiosi e lavoratori con reddito Isee superiore ai 20 mila euro erano già statti esclusi dal sussidio. Emblematico il caso dell’ “ex Pip riccone” con un patrimonio da 1,2 milioni di euro.

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