“Quello che Crocetta non sa è che tra i 3200 ex Pip c’è gente laureata e diplomata con competenze tecniche che da decenni sono a servizio della città”. A parlare sono alcuni tecnici del bacino ‘Emergenza Palermo’. Centinaia di persone, incensurate, che fin dal 1999 sono stati inseriti nel bacino non come soggetti svantaggiati, ma come ‘tecnici di direzione’ con il compito di gestire i cantieri regionali.

La precisazione dei lavoratori arriva dopo le dichiarazioni del governatore Rosario Crocetta che in questi giorni ha denunciato la presenza, all’interno del bacino, di 87 detenuti, pagati dalla Regione per stare in galera.

Nel 1999 secondo l’articolo 15 della legge regionale venne istituito un bacino, chiuso e a esaurimento, di 640 persone tra i quali 600 soggetti svantaggiati e 40 tecnici, tutti diplomati e laureati regolarmente iscritti all’albo dei ‘Direttori e istruttori della provincia di Palermo’, assunti con il compito di gestire i cantieri, ovvero stage regionali presso varie società partecipate del Comune di Palermo come Amg, Amia, lavori di pulizia dei litorali e dei sottopassi.

“Stranamente poi, questa legge – fanno sapere i tecnici – non viene più presa in considerazione.  Nel 2001 il bacino viene allargato, non si capisce in che modo, visto che era chiuso e ad esaurimento e nasce “Emergenza Palermo”. Da Quel momento i 640 lavoratori diventano 3200, comprendendo ex tossici, ex carcerati, ex alcolisti ma anche molti tecnici e soggetti non svantaggiati fino ad arrivare al 2010 quando secondo la legge 52 della Regione Siciliana,  i lavoratori vengono assunti con  contratto a tempo indeterminato di II livello  per tre anni nella ‘Social Trinacria onlus’.

Tra il 2008 e il 2009, fanno sapere i lavoratori, il Comune di Palermo emanò una delibera che prevedeva la sostituzione dei defunti ex Pip con i parenti degli stessi: “Un bacino chiuso non può prevedere tali forme di assunzioni – continuano i tecnici – è anomalo”.

Oggi i laureati tra gli ex Pip sono circa 300, ai quali devono essere sommati circa 700 diplomati che come il resto dei dipendenti ex Social Trinacria attendono ancora di entrare in servizio: “Noi non siamo delinquenti, così come i nostri colleghi. Crocetta la deve smettere di gettare fango su di noi. Per anni abbiamo svolto dei lavori essenziali presso le Prefetture, i tribunali, le questure, gli ospedali che oggi sono enormemente danneggiati a causa delle nostra assenza. Vogliamo tornare a lavorare”.