Se la Sicilia e’ il cuore del cluster del Biomediterraneo, il cuore del cuore della Sicilia in chiave Expo e’ l’isola di Pantelleria. O, per essere piu’ precisi, i suoi vigneti e il suo modo di lavorarli. Per questo il primo maggio, nel giorno di apertura dell’Esposizione Universale, sara’ reso un omaggio particolare alla celebre vite ad alberello tipica.

La sua coltivazione ha modellato il paesaggio dell’isola con dei terrazzamenti tipici e questo tipo di pratica agricola e’ stata dichiarata lo scorso 26 novembre a Parigi dall’Unesco Patrimonio culturale e immateriale dell’umanita’.

Per la prima volta l’organismo internazionale ha attribuito questo riconoscimento ad una pratica agricola, riconoscendone il valore storico, culturale e identitario.
Sui terrazzamenti di Pantelleria, caratterizzati da pendenze estreme, la vite viene infatti coltivata al di sotto del livello del suolo, in una conca realizzata appositamente per riparare la pianta dai forti venti di scirocco e di greco levante che soffiano sull’isola.

In questo panorama agricolo le macchine non possono sostituire le braccia del contadino, che per coltivare la vite ad alberello impiega un monte ore di lavoro annuale che supera di tre volte quello necessario alle coltivazione di un normale vigneto.

Prodotto principe di questa agricoltura, che da molti viene definita eroica, e’ lo Zibibbo, il vino dolce tipico dell’isola. Questo tipo di agricoltura praticata in assoluto rispetto dell’ambiente ha inciso in modo determinante sull’economia locale e sull’equilibrio ambientale di Pantelleria.

La tecnica della vite ad alberello viene tramandata oralmente da anni, dagli anziani ai piu’ giovani.