Ci sono già 25 studenti iscritti ma infuria la polemica ed aumenta il coro di “no” contro l’avvio del corso di Medicina e Chirurgia dell’Università Dunărea de jos Galaţi della Romania che sarà ospitato ad Enna, grazie ad un accordo tra l’Asp e la Fondazione Proserpina, promotrice della convenzione con l’Ateneo romeno.

Ieri sulla questione è intervenuto anche il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, esprimendo la sua contrarietà alla presenza di questo corso nell’ateneo ennese.

Stamattina a Palermo, nella Sala Rossa di Palazzo dei Normanni, i rettori Giacomo Pignataro (Catania), Pietro Navarra (Messina) e Roberto Lagalla (Palermo), hanno incontrato i giornalisti per fare il punto della situazione.

Intanto la Fondazione Proserpina, è stata diffidata dal Miur a far partire il corso di Medicina. La Fondazione, formalmente, non esisterebbe: il 6 ottobre scorso è stata infatti trasformata in una Srl.

Stamane i tre rettori degli atenei siciliani reso pubblica una lettera inviata la scorsa settimana al presidente della Regione Crocetta, all’assessorato regionale alla Salute, a quello per l’Istruzione e Formazione professionale ed al capo del Dipartimento per la Formazione superiore e la Ricerca del Miur, Marco Mancini.

Nella missiva si legge: “Non si comprende come le strutture pubbliche sanitarie della Regione possano essere messe a disposizione di un ente non universitario che non risulta avere svolto alcuna attività di alcun tipo (Fondazione Proserpina) o di un’Università che non ha alcuna attività in ambito sanitario (Università Kore). Tutto ciò al di fuori di una programmazione regionale e in un momento nel quale, per effetto di provvedimenti giudiziari, le Università statali della Sicilia, al pari di quelle di altre regioni, si trovano ad affrontare l’impatto di iscrizioni soprannumerarie”.

Nella lettera i tre rettori di Palermo, Catania e Messina continuano: “Ancora più incomprensibile appare che le strutture sanitarie pubbliche possano essere utilizzate per un’attività formativa gestita da un’Università, quella rumena, con la quale non esiste alcuna convenzione tra di essa e la Regione: un apparato così importante e delicato, come un ospedale, finirebbe per essere utilizzato attraverso intermediari che non gestiscono direttamente l’attività che in esso si svolge e senza che la Regione abbia potuto verificare i requisiti del soggetto utilizzatore”.

“Il Miur ha invocato persino l’intervento del prefetto di Enna – spiega il rettore Pignataro – si tratta di un’attività del tutto illegale. Crocetta intervenga per chiudere le convenzioni già firmate, tra l’altro la Fondazione Proserpina è un’associazione privata, o meglio, una s.r.l con scopo di lucro. In questa vicenda ci sono elevati profili di illegittimità dei quali non si può non tenere conto”.

“L’unica convenzione vigente e’ quella dell’Asp di Enna, che risale al 2014 ed e’ stata sottoscritta dal commissario straordinario (e la srl Fondazione Proserpina ndr). La Regione non puo’ obbligare un’Asp a dare o meno qualcosa, ne’ autorizzare alcuna universita’. Cosa che puo’ fare soltanto il ministero”. Lo dice l’ex assessore regionale alla Sanita’ Baldo Gucciardi.

All’incontro a Palazzo dei Normanni hanno preso parte anche i deputati del M5S Giancarlo Cancelleri e Stefano Zito. I deputati Cinquestelle sono chiari: “No alla facoltà di Medicina a Enna”. E, adesso, anticipano anche una mozione da discutere con urgenza in Aula a firma della deputata Valentina Zafarana che aveva presentato un’interpellanza sullo stesso oggetto, due mesi fa all’Ars.

Anche i portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera e al Senato, in questi mesi, hanno interrogato direttamente i Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute, in ordine alla convenzione tra l’università rumena di Galati, “Dunarea de Jos” e la Regione Siciliana, finalizzata all’attivazione, appunto, di un corso di laurea in Medicina.

“Non avalleremo mai la prepotenza e l’irresponsabilità, – afferma la deputata Zafarana – l’attivazione di questi corsi crea un precedente oscuro per la formazione in questo Paese. Anche il Miur ha diffidato per ben tre volte la Kore, l’ultima diffida è stata presentata proprio ieri direttamente alla Procura”. E, infatti, nessun test di ingresso è stato previsto, “l’UniMirello – aggiunge Zafarana – è un’università per ricchi, è sufficiente poter sostenere la retta annuale di 9 mila euro ed ecco composta la nuova classe di medici nella nostra Regione”.

Interviene Cancelleri: “Sia ben chiaro, non siamo contrari alla liberalizzazione degli accessi alle facoltà ma questo non è il metodo. Se di numero programmato si deve parlare, la programmazione è un aspetto fondamentale. E, comunque, non possono vincere becere logiche esclusivamente economiche. Un tale percorso necessita di un monitoraggio, bisogna partire da una seria pianificazione e ricognizione di quali e quante professionalità servono alla nostra Nazione. I governi, nazionale e regionale, devono lavorare ad uno studio che ci consenta di creare un piano formativo universitario e professionale cucito sulle nostre esigenze”.

“Non dimentichiamo la figura che spicca al centro di tutto, quella di Vladimiro Crisafulli, – conclude l’altro deputato Cinquestelle Stefano Zito – infatti, il coordinatore provinciale del Pd, ex senatore, nonché amministratore delegato della Fondazione Proserpina che si è attivata per l’accordo con l’Università romena, non ha badato alle tre diffide targate Miur, non ha dato ascolto nemmeno agli uomini del suo stesso partito, ministro e sottosegretario, che intimavano il blocco dei corsi. Ma, soprattutto, non ha fatto caso al fatto che lo stesso ospedale di Enna non possedesse le caratteristiche per ospitare una facoltà di Medicina e Chirurgia; all’Umberto I mancano infatti le unità operative delle chirurgie specialistiche. Ma questi ‘dettagli’ sono passati inosservati anche al governo regionale e all’attuale assessore alla Sanità Gucciardi che hanno firmato tutte le convenzioni del caso”.