Passa ad Amap, l’azienda acquedotto della città di Palermo, la gestione del servizio idrico nei comuni della provincia che erano serviti dalla fallita Aps. Al termine dell’assemblea dei sindaci di ieri pomeriggio in 25 hanno firmato l’atto di affidamento mentre gli altri lo firmeranno entro lunedì dopo aver completato le procedure necessarie.

Via libera, dunque, ad un accordo tanto sospirato ed appena in tempo visto che l’ennesima proroga del servizio scadrà fra appena dieci giorni. nell’incontro avuto dall’Amap con il commissario della provincia sembra siano state superate tutte le problematiche relative al passaggio del servizio in capo ad Amap a cominciare dalla fornitura elettrica per la quale l’Ato si farà carico del debito pregresso con il fornitore elettrico, continuando con gli accordi sindacali. Anche i fondi regionali deliberati con la Finanziaria e che saranno a fondo perduto, sono da considerare soldi ‘certi’ e dunque si può procedere senza aspettare ancora i passaggi burocratici necessari per la pubblicazione della finanziaria, l’impegno di spesa ed il trasferimento delle somme.

“Tutte le difficoltà sembrano essere state superate e la firma apposta dai comuni all’atto di affidamento è un passaggio fondamentale – dice Stefania Munafò assessore al comune di Sciara -. Ora tocca ad map fare un passo avanti. dall’azienda ci attendiamo fatti ed atti non più semplicemente patti”.

“Voglio ringraziare i circa 200 lavoratori di ex Aps che pur non prendendo stipendio da ben 7 mesi si sono fatti carico di operare a spese proprie con senso di responsabilità per evitare che si interrompesse un servizio essenziale come quello idrico. Sarebbe paradossale se a fronte di questo senso di responsabilità e del dovere mostrato dai lavoratori no corrispondesse un analogo senso delle istituzioni e del dovere da parte di Amap nel prendere in carico il servizio. I lavoratori hanno operato sette mesi senza stipendi, Amap potrà pur attendere un mese i trasferimenti di fondi regionali già deliberati e dunque certi. Ne si può pensare di lasciare ancora i lavoratori nell’incertezza, i cittadini con un servizio idrico rappezzato e con enormi difficoltà di gestione, solo per attendere che si completino adempimenti burocratici i cui tempi sono noti”.

Proprio Stefania Munafò è stata la più attiva e critica nei confronti dell’azienda acquedotto di Palermo tanto da essere giunta, l’altro ieri, a chiedere che se non si fosse concluso con Amap la Regione procedesse a mettere il servizio a gara ottenendo una piccata risposta della Presidente Prestigiacomo che le ricordava come la legge non permetta un simile bando fino al completamento della riforma

“La Presidente Prestigiacomo è persona troppo preparata ed intelligente per non aver colto -dice ora la Munafò – il fatto che la mia fosse una provocazione. E’ chiaro che il bando non potrà arrivare fino a che non ci saranno i nuovi soggetti gestori che arriveranno solo con la riforma ma è altrettanto chiaro che è proprio lì che si punta come naturale conclusione del percorso. L’affidamento ad Amap era necessario per gestire questa fase intermedia che ci stava passando sulla testa”.

La vicenda sembra adesso incanalata correttamente ma occorrerà un pronunciamento ufficiale di Amap per essere certi che non ci siano altri elementi di difficoltà.

“Noi siamo una azienda pubblica controllata ed è nostra precisa responsabilità mantenere l’equilibrio dei conti per questo dobbiamo essere molto prudenti e non possiamo fare il passo più lungo della gamba – dice la Presidente di Amap Maria Prestigiacomo a BlogSicilia -. Non appoena il servizio sarà in carico a noi così come i lavoratori io devo essere certa di poter pagare gli stipendi a tutti i 750 dipendenti di amap e i 200 che arriveranno. Per questo non posso farmi avanti prima che i fondi siano disponibili”.

Frena, dunque, Amap, anche se conferma l’intenzione di prendere in carico il servizio “Lo scopo finale è certamente che la fornitura e tutti i servizi passino ad Amap, ma bisogna fare le cose perbene – continua -. Ben venga la gara non appena sarà possibile. per noi ottenere una concessione pluriennale sarebbe un’ottima notizia perché questo ci permetterebbe di accendere un mutuo, ristrutturare le reti, avere liquidità certa, insomma fare impresa. Con l’assegnazione per 5 o 6 mesi questo non è possibile e dunque è per questo che occorre che prima arrivino le risorse”.

“Amap, pur operando per garantire il servizio, deve tutelare il socio unico Comune di Palermo al quale non può e non deve creare difficoltà.C’è l’intenzione di risolvere e infatti abbiamo disposizioni in questo senso anche dal sindaco, stia,mo modificando lo statuto e facendo tutto il necessario ma è mia responsabilità costruire un percorso economicamente sano”.

“A noi – precisa infine Prestigiacomo – risultano solo 21 firme da parte dei comuni e non ancora 25 e poi c’è da interpretare la nota del Dirigente generale dell’assessorato energia inviata ai Comuni con la quale trasferisce le reti ed il servizio ai medesimi comuni con l’onore di incasso e di servizio, già dal 1 marzo scorso”.

La vicenda non sembra ancora conclusa