Non è storia eccezionale sentire di falsi ciechi con pensioni e accompagnamento che leggono il giornale, che guidano l’ auto o che tranquillamente vanno passeggiando per le strade di molte città italiane, sfoggiando occhiali scuri di rito allo scopo di dimostrare a tutti qualcosa che non esiste, ovvero una invalidità e una cecità che non hanno.

Purtroppo queste persone, che fanno tutto questo solo per ragioni economiche, non capiscono, quanto male fa allo Stato, alla Società e soprattutto ai veri invalidi tutta questa situazione.

Fa male vedere che delle persone, che, al contrario di tante altre hanno la fortuna di veder bene, addirittura persone che hanno 10/10 di vista, cosa che non abbiamo nemmeno noi persone normali, e che potrebbero utilizzare la loro fortuna per godersi la vita, provare a lavorare e sfruttare la loro normalità, invece passano la vita a fingere, ad imbrogliare il prossimo pur di accaparrarsi quella famosa pensione, mentre le persone che sono realmente invalide, veramente cieche o ipovedenti vengono giudicate sane e magari non ottengono quei diritti che dovrebbero ottenere, non tanto per godersi quella vita che ormai non possono più godere, ma per cercare di stare meglio, e ridurre le sofferenze.

Anche stavolta, purtroppo devo allacciarmi ad un fatto personale per far capire quanto sia ingiusto e poco controllato questo nostro Sistema Sanitario e quanto sia ingiusta la nostra Italia.

Ho deciso di scrivere quest’ articolo, anche a costo di mettere in piazza la mia situazione personale, per far vedere quale sia ingiusta la nostra burocrazia e quante difficoltà crea in coloro che vogliono ottenere un diritto se sono realmente ammalati.

Evidentemente la giustizia arriva solo per chi rispetta certi canoni, ovvero i canoni che le lobbies chiedono e non i canoni della vera giustizia e comprensione umana, tutto questo poi porta molte persone come me ad essere diffidente con tutti e evitare le persone, visto che nessuno sa amare ma vuole solo il profitto personale, e questo quasi sempre vale per le istituzioni e i derivati.

Succede quindi che esiste una legge, la famosa LEGGE 104 del 1992, questa permette ai parenti di invalidi, che per una situazione di gravità non possono essere in grado di essere autonomi, di assisterli, agevolandoli nel lavoro, ovvero, concedendo al lavoratore 3 giorni al mese di permesso per assistenza; giorni che, essendo retribuiti, vengono forse considerati tesoro e quindi ostacolati evidentemente da chi non ha interesse a concederli.

Penso che persino i sindacati, specialmente quelli specifici che hanno contatti con le commissioni mediche che si occupano di accertare la gravità, possano non essere imparziali nella valutazione di questo diritto e ostacolarne per alcuni persone la fruizione condizionando la stessa commissione medica.

La situazione di mia madre era palesemente a favore della concessione del diritto, visto che il medico specialista personale, appartenente alla USL, ha chiaramente ammesso a mia madre che il rifiuto della domanda è stato inaspettato e incomprensibile vista la situazione di alta gravità.

Inoltre, una volta rifiutata la domanda, chi la leggeva dava diversa interpretazione, un sindacato diceva che è stata rifiutata, un altro che si doveva ripresentare, un altro diceva che bisogna essere ciechi totali per ottenere il riconoscimento(…..) forse perché che pretendeva da mia madre una inutile iscrizione con relativo addebito sulla pensione, cosa che mia madre non ha accettato perché avrebbe preferito pagare la quota sindacale eventualmente in contanti e annualmente.

Fatto sta che le voci sindacali erano in gran contrasto, alcuni mi dicevano di ripresentare la domanda, altri dicevano di aspettare che mia mamma si aggravasse (il massimo della sadicità di un sindacato), chi diceva di fare ricorso. Alla fine ho ripresentato la domanda, ma non so che fine farà.

Probabile una nuova, ingiusta, bocciatura.

Ecco perché non è giusto che una persona sana si atteggi a malata, offende se stesso la natura, ma soprattutto i veri malati.

Basta con i falsi invalidi, ma cerchiamo di aiutare veramente le famiglie in difficoltà.