Agli atti dell’inchiesta ci sono intercettazioni e filmati che documentano decine di versamenti di denaro finito nelle tasche di componenti delle speciali commissioni provinciali che rilasciavano le attestazioni di invalidità.

Impietose le immagini che mettono a confronto i presunti invalidi a distanza di pochi giorni dalla data di svolgimento della visita per la serie  prima e dopo la cura: una signora in piedi passeggia tranquillamente in una parte del filmato, in un’altra parte la stessa signora è in sedia a rotelle portata a spalle dai familiari per andare a sostenere la visita dai consulenti della procura che indagava.

C’è anche un pensionato di 47 anni, Daniele Rampello di Raffadali,  ritenuto dagli inquirenti uno dei personaggi di spicco dell’associazione delinquenziale  e sono medici tre delle persone condotte in carcere a seguito dell’indagine dei  poliziotti della Digos agli ordini del dirigente Patrizia Pagano: Giuseppa Gallo pneumologo di Naro, 61 anni, Giuseppe Candioto remautologo di 61 anni e Antonino Scimè , 64 anni di Agrigento.

Ai domiciliari sono finiti altri medici: Alfonso Russo, 65 anni di Aragona, Antonio Matina ortopedico, Lorenzo Greco medico del poliambulatorio di Agrigento, Giuseppe Porcello presidente della commissione ASP e lo pneumologo Salvatore Attanasio di 58 anni.

Obbligo di firma per altri medici, tra questi Gianfranco Pullara di 71 anni medico legale che per tanti anni è stato consulente della Procura e della Questura.

Il più impegnato a coordinare l’organizzazione pare sia stato Antonio Alaimo favarese di 53 anni, bidello dell’Istituto Alberghiero e consigliere comunale. Pare che questi fosse così tanto impegnato nell’attività criminale che non avesse il tempo per passare il badge a lavoro.  Alaimo è ritenuto dagli inquirenti intermediario e procacciatore d’affari.

I sanitari pare che ricevessero bustarelle anche di importo modesto, tra i 100 ed i 200 euro, per attestare falsamente l’esistenza di patologie e invalidità.