Da un lato Sicilia Futura che continua a pressare per impedire a Luisa Lantieri di entrare nel pieno delle sue funzioni di assessore e minaccia di uscire dalla maggioranza, un giorno sì e l’altro pure. Dall’altro lato la stampa che attacca l’assessore precario che deve occuparsi dei precari.

Nel mezzo, oggi, scende in campo nuovamente il sottosegretario Davide Faraone. A Palermo per una serie di visite e sopralluoghi scolastici non perde l’occasione per mandare un’altra stoccata a Crocetta ma rispondere a distanza anche ai 5 stelle che hanno annunciato una nuova mozione di sfiducia proprio per stanare i renziani che, a loro dire, giocano con due mazzi di carte: da un alto attaccano Crocetta dall’altro evitano che vada a casa restando in giunta.

Faraone torna su un vecchio mantra: ‘riforme e stabilità politica o niente risorse da Roma’. Una storia già sentita. “A me interessa che si riesca a costruire un percorso produttivo tra Governo nazionale e Governo regionale – dice a margine dei suoi incontri odierni -. Il Governo nazionale vuole dare una mano ai siciliani investendo risorse economiche ingenti per chiudere la voragine dei conti siciliani. Si parla di quasi un miliardo e mezzo che Roma vuole coprire, ma deve esserci una Regione disponibile a mettere in campo le riforme necessarie”.

Fin qui niente di nuovo sotto il sole ma dopo faraone, passa ad una affermazione chiara: “Se così non fosse sarebbe come mettere acqua in un secchio bucato”.

“Potrei fare njumerosi esempi, dai forestali alla legge Delrio sulle Province, a quella sull’acqua, sui rifiuti. Sono tanti gli interventi da mettere in campo per giustificare i nostri investimenti – dice a margine del seminario sulle risorse del Pon 2014/2020 destinate alla scuola -. Da parte nostra ci sono buone intenzioni ma deve esserci anche grande disponibilità da parte della regione”.

Poi una frase che suona da una parte come una minaccia a Crocetta e dall’altra come un avvertimento ai 5 stelle ma che di fatto annuncia che non ci sarà una sfiducia al governatore “Non abbiamo paura del voto. Prima o poi si voterà, di certo non siamo qui a prolungare questa agonia perchè abbiamo paura del voto, e tutto quello che avremo messo in campo sarà valutato dai siciliani”.

E ai grillini rivolge un buffetto più che uno schiaffo mentre colpisce duro le opposizioni di destra “L’opposizione fa il suo mestiere, ma non vedo un’opposizione liberale e innovativa: c’è un trasversalismo all’Ars che non ha ancora compreso la necessità delle riforme. Basta alla logica da assistenzialismo, continuando così siamo destinati a morire perchè le risorse pubbliche saranno sempre meno”.

Ma intanto la situazione politica regionale langue. ieri Nicola D’agostino, coordinatore regionale di Sicilia Futura è tornato a dire che  “Il tempo trascorso non sembra portare il giusto consiglio. Prendiamo con decisione le distanze da insignificanti fatti personali che potrebbero riguardare esponenti del governo Crocetta, noi siamo infatti concentrati sui fatti di rilievo politico. Il nostro punto di vista è stato chiaro in queste settimane: in assenza di una proposta politica equilibrata, di contenuti programmatici comprensibili e di regole certe non appoggiamo questo governo. Attualmente tutte le condizioni poste sono assenti, e, a parte gli annunci cui non seguono i fatti, tutto ad oggi appare ristagnare. Non sarà prendendo tempo e allungando il brodo insipido con parole inutili che potremo cambiare opinione”.

“E se Croce ha già smesso di partecipare alle riunioni di giunta, presto il suo disimpegno dovrà essere definitivo. Se il Presidente non ha chiari questi passaggi, scelga con comodo i suoi compagni di viaggio, noi ci tiriamo fuori da queste polemiche e pensiamo a come contribuire a
costruire un futuro migliore per la Sicilia”.

E intanto Crocetta vola a Roma dove, nel pomeriggio, si terrà l’ennesimo vertice al Ministero dell’economia e della finanza sui conti siciliani.