Fare propria la lezione del giornalista Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia a Catania il 5 gennaio 1984. E raccontare illegalità e ingiustizie inferte al proprio territorio attraverso foto, articoli e video in grado di stimolare il senso civico e il proprio impegno contro le mafie.

Con tale obiettivo la Direzione generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione del ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Fava, in collaborazione con l’ANSA, ha promosso un concorso per studenti delle scuole di tutta Italia. Le scuole vincitrici sono state premiate oggi a Roma, nella sede del Miur.

Per la sezione ‘Testi giornalistici’ il primo classificato è l’istituto ‘Ipia G. Plana’ di Torino con “Una finestra sulla verità”, lavoro che ha citato l’operazione ‘Minotauro’ contro gli esponenti della ‘ndrangheta a Torino e ha studiato gli atti processuali sul sequestro di un bene mafioso, poi restituito alla comunità.

Per la categoria ‘Prodotti multimediali’ si sono classificati ex aequo il liceo statale ‘Virgilio’ di Milano con “Democrazia e lobby: la legalità si gioca d’azzardo”, e il liceo classico ‘G.D. Romagnosi’ di Parma con “Realizzare la giustizia, difendere la libertà”. I due licei sono stati premiati per “la ricerca giornalistica e il racconto efficace della penetrazione della criminalità organizzata dentro il tessuto sociale ed economico”.

Per le fotografie ha vinto il liceo artistico ‘Siderno’ di Reggio Calabria con “Guarda la legalità in faccia”, scelto dalla giuria per “l’effetto tra immagine e slogan e il tentativo di far emergere anche le diversità di genere”.

Due menzioni speciali sono anche andate al liceo linguistico di Palermo Ninni Cassarà per il lavoro “Mafia: è davvero cosa nostra?” e al liceo Elsa Morante di Napoli per il video “Sveliamoci”, un’efficace spot realizzato con una tecnica pubblicitaria. Gli studenti delle scuole vincitrici svolgeranno anche uno stage giornalistico presso la redazione dell’ANSA.

rn-age