I comuni del Meridione rischiano di fare i conti con una mega-stangata. In pratica, il federalismo fiscale sarebbe un affare solo per il Nord.

La conferma dei sospetti che hanno alimentato il dibattito politico degli ultimi mesi arriva dai numeri di una inchiesta del senatore Pd Marco Stradiotto.

Il politico ha confrontato i trasferimenti agli enti locali in vigore fino ad oggi e una proiezione sul nuovo metodo di calcolo previsto dal federalismo fiscale municipale, che potrebbe avere il via libera definitivo il mese prossimo.

Complessivamente, secondo lo studio, i municipi perderebbero complessivamente 445 milioni di risorse l’anno da destinare ai servizi. La proiezione è fatta utilizzando dati della Copaff, la commissione paritetica sul federalismo fiscale che lavora al ministero del Tesoro.

La stima del senatore Stradiotto è fatta sul gettito dalle imposte devolute in base al decreto attuativo sul fisco comunale: tassa di registro e tasse ipotecarie, Irpef sul reddito da fabbricati e presunto introito che dovrebbe venire dalla cedolare secca sugli affitti.

Ad esempio, Roma perde 129 milioni euro (il 10% delle entrate). Bene Parma (+105%); Padova (+76%); Siena (+68%) e Treviso +58%. Milano registrerebbe un +34%, Torino sarebbe l’unica grande città del Nord a perderci: meno 9 per cento.