Tutti contro le “espulsioni” dei pip e degli Asu dalle liste dei precari. la nuova vicenda dell’Asu con reddito da mezzo milioni di euro l’anno sollevata dal Presidente della Regione paralizza i lavori d’aula all’Ars.

All’ordine del giorno ci sarebbe il disegno di legge sull’amianto, ma a tenere banco in aula è proprio il caso ex Pip. Alcuni deputati palermitani, prendendo la parola, hanno chiesto al governo di fermare le espulsioni e di rivedere i procedimenti avviati che hanno portato finora all’esclusione di 200 persone dal bacino di “Emergenza Palermo”.

I precari in questione hanno perso il sussidio, nella maggior parte dei casi perché con reddito Isee superiore a 20 mila euro, tetto stabilito dalla legge, e altri perché non in possesso dei “requisiti morali e di buona condotta”.

Contro i provvedimento, durante la seduta dell’Ars, sono intervenuti Giuseppe Milazzo (Fi), Vincenzo Figuccia (Fi), Giovanni Greco (Mpa), Toto’ Lentini (Art.4), Piero Alongi (Ncd). Greco ha parlato di “leggerezza” dell’aula nell’approvazione della norma, in finanziaria, che ha stabilito il tetto del reddito Isee. In aula c’è  anche l’assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafede.

Secondo Greco (Mpa) il precario espulso dal bacino perché il dipartimento Lavoro ha verificato che aveva un reddito Isee di 150 mila euro e patrimonio di 1,2 milioni “non andava escluso”. “Non è una colpa avere sposato una moglie ricca”, ha detto Greco in aula. Il parlamentare Antonio Malafarina (Megafono) ha ricordato che “il reddito Isee è un parametro che viene usato dalle famiglie per l’iscrizione degli figli a scuola, per la sanità e per tanti altri adempimenti”.

Formale la replica dell’assessore Bonafede secondo la quale “il governo sta solo applicando una norma approvata dal Parlamento e che non era stata presentata dall’esecutivo”. Inoltre, l’assessore ha chiarito “che il dipartimento sta prendendo a riferimento i redditi del 2013 non interpretando la norma ma applicandola in quanto il progetto Emergenza Palermo e’ finanziato con i Pac fino al 2014”.

Mentre in aula si dibatte sugli ex Pip, fuori dal Palazzo prosegue il presidio di un centinaio di precari, alcuni dei quali appartenenti all’elenco degli espulsi da “Emergenza Palermo”.

Solo dopo questo batti e ribatti l’aula ha potuto affrontare il previsto ddl amianto approvando 14 dei 17 articoli del disegno di legge ma accantonando e rinviando a domani pomeriggio le norme più importanti e discusse del testo ovvero l’istituzione dell’ufficio amianto del dipartimento regionale della Protezione civile (art.3), le disposizioni sulla vigilanza (art.13) e la clausola finanziaria (art.16).

La seduta riprenderà domani pomeriggio alle 16