Un intero equipaggio di presunti scafisti è stato fermato a Pozzallo dagli agenti della squadra mobile di Ragusa. Si tratta di nove egiziani, fra cui due ragazzi minorenni, accusati di essere i compenti dell’equipaggio del barcone soccorso a largo del Canale di Sicilia dalla nave francese Cdt Bouan ed approdato poi a Pozzallo.

Gli agenti della polizia sono riusciti ad identificarli dopo avere ascoltato vari testimoni che hanno raccontato di avere subito minacce con delle armi da parte dei presunti scafisti e di un viaggio estenuante.

Il gruppo, 131 persone provenienti dall’Egitto, ha viaggiato per 7 giorni mangiando pane e formaggini, ma quando le scorte sono finite, i migranti hanno temuto il peggio.

“Di giorno dovevamo stare tutti nella stiva e stavamo morendo perché non si respirava – hanno raccontato alla polizia – la notte potevamo andare sopra coperta. Solo un miracolo ci ha permesso di arrivare qui .Se disubbidivamo, quelli dell’equipaggio ci minacciavano con coltelli e grosse spade”.

Secondo gli inquirenti, i migranti che partono dall’Egitto pagano molto di più rispetto a quelli che salpano dalla Libia. Le stime ipotizzano 3.000 dollari a persona che moltiplicati per il numero dei passeggeri hanno fruttato quasi 400.000 dollari all’associazione a delinquere egiziana.

Al termine delle procedure degli investigatori, i maggiorenni sono stati condotti in carcere a Ragusa ed i minori al centro di prima accoglienza di Catania.