E’ stato firmato stamattina il contratto istituzionale di sviluppo per la  realizzazione della direttiva ferroviaria  Messina-Catania-Palermo. Il contratto, siglato dai ministri  per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, e dello Sviluppo economico, Corrado Passera, dal presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, e dall’amministratore  delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, interessa cinque macro interventi, per un totale di 14 opere per le quali, a fronte di un costo complessivo di 5,1 miliardi, sono già disponibili 2,4 miliardi.

Ma secondo il Comitato dei pendolari siciliani la direttrice ferroviaria costerà troppo e i lavori dureranno troppo a lungo. Giosuè Malaponti, coordinatore del Comitato, che da anni monitora il servizio ferroviario nell’Isola, critica in particolare la decisione di puntare sul potenziamento della Catania-Palermo. Uno dei cinque macro-interventi che costerà un miliardo e mezzo di euro e i cui lavori dureranno almeno dieci anni: l’obiettivo è ridurre a un’ora e 15 minuti il tempo di percorrenza della tratta, che oggi è di almeno 3 ore e 40.

“Così come è progettata – spiega Malaponti – la direttrice ferroviaria rischia di diventare una ‘autostrada nel deserto’ che di fatto taglia fuori buona parte dei 60 mila pendolari siciliani delle zone periferiche dell’Isola che ogni giorno prendono il treno per raggiungere il posto di lavoro, la scuola o l’università. Il precedente progetto consentiva, impiegando 30 milioni e con lavori della durata di non più di 2 anni di portare il tempo di percorrenza a 2 ore e 40 minuti. Un notevole risparmio di tempo e denaro che avrebbe consentito di utilizzare gli altri fondi per potenziare le linee ferroviarie periferiche che stanno morendo come la Trapani-Palermo, la Ragusa-Modica-Gela e la Siracusa-Ragusa“.

Il presidente del Comitato dei pendolari non risparmia critiche al governo regionale: “Non comprendiamo le scelte che, il sindaco dei siciliani Crocetta e l’assessore ai trasporti e alla mobilità Bartolotta, hanno intrapreso. Infatti, anziché chiudere definitivamente il capitolo sul trasporto ferroviario sottoscrivendo con Trenitalia il contratto di servizio, assicurando così ai Siciliani quanto gli spetterebbe di diritto, hanno sottoscritto il contratto sugli interventi strategici per le infrastrutture siciliane non tenendo conto che la priorità era garantire e salvaguardare il trasporto ferroviario. Di certo loro non la pensano così“.

Giosuè Malaponti ricorda che “quasi tutti i contratti di servizio sono stati sottoscritti a Roma il 7 settembre 2009 con l’affidamento diretto a Trenitalia ed alcuni a seguito di gara europea. Da un comunicato della Regione Siciliana del 13 settembre 2011 apprendiamo che la giunta regionale aveva dato il via libera all’accordo di programma con il ministero che, di fatto, spianava la strada alla sottoscrizione del Contratto di servizio con Trenitalia. Ma ciò non è ancora avvenuto. Questa sottoscrizione avrebbe consentito alla Regione Siciliana di attuare una programmazione dei servizi più vicina alle reali esigenze dell’utenza e del territorio”.