“La politica messa in atto dalle Ferrovie di dismissione progressiva del traghettamento dei treni sullo Stretto di Messina è assolutamente inaccettabile”. Lo dicono i deputati di Articolo 4 all’Ars che si rivolgono al Ministro dei Trasporti perché intervenga nei confronti dell’azienda.

“La Regione – continuano – faccia sentire forte la propria voce non solo attraverso la lettera inviata dal Presidente Crocetta ma con atti concreti nella gestione dei rapporti con le Ferrovie con le quali si dovrà firmare un contratto di servizio che non può non tener conto di queste scelte”.

“Non accettiamo – concludono – che la nostra Regione sia considerata alla stregua dell’ultima periferia dell’ ‘Impero’. Occorre garantire la continuità territoriale del Paese anche a livello ferroviario, garantire la mobilità dei siciliani come dei calabresi e tutelare i livelli occupazionali messi fortemente a rischio da queste inopinate scelte”.

“L’orientamento delle Ferrovie dello Stato, di ridurre i treni  a lunga percorrenza  da e per la Sicilia, è inaccettabile- gli fa eco il Pd Panarello -. Così  si mette in discussione la continuità territoriale ed il diritto alla mobilità dei siciliani  e si penalizza ulteriormente il nodo ferroviario dello Stretto”.

 “E’ necessaria una forte reazione da parte del Governo e dell’Assemblea regionale – sottolinea Panarallo – per questo motivo presenterò una mozione affinché l’iniziativa già assunta dal presidente Crocetta  nei confronti del ministro Lupi e del Governo nazionale possa essere sostenuta da un pronunciamento del parlamento regionale”.

“Il progressivo e devastante abbandono della Sicilia da parte di  Ferrovie dello Stato non viene adeguatamente avversato, sia dal governo nazionale che dall’esecutivo regionale – dice invece il senatore Vincenzo Gibiino, capogruppo di Forza Italia in commissione Lavori Pubblici e Trasporti e coordinatore azzurro in Sicilia -. Tra pochi mesi le FS cancelleranno addirittura il traghettamento dei treni sullo Stretto, e di conseguenza i convogli diretti tra le città siciliane, la capitale e il nord del Paese, ledendo enormemente il principio della continuità territoriale. La politica ha il dovere di mobilitarsi, in modo bipartisan, chiedendo alle istituzioni quella fermezza che sino ad ora è colpevolmente mancata. Propongo la creazione di un tavolo al quale possano sedere tutte le forze politiche siciliane, con l’obiettivo di stimolare una corretta ridefinizione dei collegamenti tra l’Isola e il continente, attraverso un confronto concreto e disincantato con il ministero dei Trasporti e Ferrovie dello Stato. E’ necessario stringere i tempi per impedire che la nostra Sicilia venga ulteriormente penalizzata”,