“Tri-que-tra”, il volto di donna con tre gambe – e simbolo arcaico della Sicilia (noto sin dall’epoca dei Sicani, VIII sec. a. C.) – è il titolo della performance ideata dal Centro Zo per la sezione Musica del Festival I ART. Sarà di scena il 22 luglio al Castello Ursino alle ore 21.00 e il 23 luglio a Buccheri, nel siracusano, nella scalinata di S. Antonio alle ore 21.30.

Si tratta di una drammaturgia originale con testi di Pamela Toscano, sulla scena con Josè Mobilia che cura la direzione musicale. Il progetto prevede interventi in video, elettronica, percussioni e voce. Composizione elettronica e sound design sono di Daniele Vantaggio, i disegni animati degli illustratori Goga Mason e Lau Svankmajer, mentre Aldo Ciulla cura allestimenti e disegno luci.

Tri-Que-Trà è la storia di due alieni in missione, inviati da un pianeta lontano in terra Sicula, alla ricerca di questa essenza, studiano e tentano di comprenderne i segreti, allo scopo di catturare appunto la Tri-qué-tra, nuovo Graal e speranza di salvezza del proprio popolo.

Spiega la Toscano: “I due alieni attraversano luoghi ed esperienze, raccolgono e catalogano dati con un atteggiamento ingenuo e acritico, fino a scoprire che il tratto connotante della Triquetra è la mescolanza dei tratti, la coesistenza fruttuosa di storie ed etnie, la stratificazione secolare dei segni lasciati da altri popoli nelle loro migrazioni e la capacità dei siciliani di accoglierli e farli propri”.

Tra musica improvvisata e composizione elettronica, parola narrativa ed esercizi onomatopeici, materiali della tradizione ed elaborazioni contemporanee, in un dialogo costante tra video, illustrazioni animate e azioni sceniche, i due protagonisti di Tri-Que-Trà compiono un viaggio il cui valore è la perdita di un’identità chiusa e autoreferenziale e la conquista di un altro senso di comunità, una famiglia aperta, apolide e multietnica.