Il centrodestra si ricompatta in aula nel giorno in cui Rosario Crocetta si è presentato all’Ars per riferire della situazione politica che attraversa il suo governo. Forza Italia, Ncd e Lista Musumeci hanno ribadito nei vari interventi la necessità di tornare alle urne criticando aspramente il discorso del governatore siciliano.

Durissimo il capogruppo forzista, Marco Falcone, che dopo la mozione di censura nei confronti dell’assessore alla Formazione, Nelli Scilabra, preannuncia quella di sfiducia contro Crocetta, che sarà presentata insieme ai deputati del M5S: “Ci auguriamo – ha detto Falcone – possa ottenere il massimo sostegno anche degli esponenti della maggioranza, sino ad ora critici nei confronti dell’esecutivo. I siciliani sono stanchi, chiedono il cambiamento vero, ridiamo loro il diritto di tornare al voto”.

Secondo Forza Italia “da Palazzo d’Orleans sono uscite solo finte e dannose riforme, a partire da quella delle province. Nessun taglio e razionalizzazione del mondo delle partecipate, danni incommensurabili al settore della formazione, che ha bisogno di scelte lungimiranti e di totale discontinuità con il passato. Nulla di fatto nel sostegno alle imprese, lasciate drammaticamente sole, nei servizi ai cittadini”.

Nello Musumeci (nella foto) ha già dato la disponibilità del proprio gruppo a votare la mozione di sfiducia nei confronti di Crocetta, ma ha chiesto ai deputati del Pd “di aggiungere il proprio voto al nostro perchè questa terra torni finalmente a sperare“.

Nel suo intervento l’ex presidente della Provincia di Catania, allargando il dibattito ha aggiunto che “non si comprende ancora cosa la Sinistra abbia proposto in questi due anni, come affrontare la crisi finanziaria, e avviare quella rivoluzione tanto sbandierata”.

Particolarmente severo l’attacco nei confronti del governatore: “Lei presidente – dice Musumeci – non può difendere le istituzioni che ha oltraggiato con la sua voglia di essere protagonista avendo alle sue spalle la disperazione di un popolo”.

Francesco Cascio, esponente di Ncd, sostieme che “Crocetta da un lato si dice disponibile a dialogare con le forze in parlamento, ma dall’altro lato non dà nessuna risposta concreta”.

Secondo l’ex presidente dell’Ars quello del governatore è “l’ennesimo discorso in cui si richiamano confusamente tutta una serie di considerazioni a suo dire suscettive di profili di illegalità su cui ancora una volta, però, il Presidente Crocetta tira la pietra e poi nasconde la mano, sparando nel mucchio e ingenerando un clima di sospetti non meglio precisati”.

Cascio auspica che si faccia la riforma della legge elettorale, “in quanto condizione necessaria per rendere operativa la riduzione del numero dei parlamentari nella prossima legislatura, e subito dopo si vada alle urne, restituendo la parola al popolo”.