Circa cinquecento operai della Fiat e delle ditte dell’indotto hanno partecipato all’assemblea indetta da Fim, Fiom e Uilm davanti ai cancelli della fabbrica a Termini Imerese, chiusa da due anni con tutti i lavoratori in cassa integrazione in deroga. Anche il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha preso parte alla riunione.

“Il presidente Crocetta – dice il segretario della Fiom di Palermo, Roberto Mastrosimone – ha condiviso le ragioni dei sindacati, chiediamo la riapertura dello stabilimento. Il governo Letta deve dare un segnale concreto alla Sicilia e ai lavoratori. La Fiat deve rivedere le proprie scelte su Termini Imerese”. Per il 31 gennaio al ministero dello Sviluppo economico è stato fissato un vertice sulla vertenza. Per quella data le organizzazioni dei lavoratori metteranno a disposizione dei pullman per consentire agli operai di raggiungere la Capitale e partecipare a una manifestazione davanti al dicastero di via Veneto, dove si incontreranno rappresentanti del governo, della Regione, dei lavoratori e del Lingotto. Nei giorni scorsi anche il sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari (Ncd) ha partecipato ad un’assemblea dei lavoratori nel piazzale antistante lo stabilimento.

La Uilm intanto ha lanciato di Palermo la petizione on-line “Letta deve far cambiare idea a Fiat su Termini Imerese”. Il sindacato ricorda che nel dicembre 2009 il governo prese atto del piano industriale di Fiat che prevedeva la chiusura dello stabilimento siciliano, e si impegnò ad assicurarne il futuro produttivo tramite un tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo economico.

“Ad oggi, quattro anni dopo quel drammatico annuncio, la soluzione non c’è. E certo non per colpa dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali”, sottolinea la Uilm e rileva che si è ormai “a poche settimane dalla scadenza degli ammortizzatori sociali”.

Di qui la richiesta al premier Enrico Letta, che “con autorevolezza e determinazione, deve chiedere a Fiat -non essendoci ad oggi una soluzione certa per il reimpiego dei lavoratori di Termini Imerese- di trovare una missione produttiva per lo stabilimento di Termini Imerese in seno al comparto dell’automobile”. Anche perché, secondo la Uil, “il grande processo di fusione con Chrysler può e deve riservare questa opportunità”, mentre c’è già la disponibilità dei lavoratori “a concordare nuovi profili organizzativi ed istituti contrattuali sperimentali”.

Intanto Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, ha espresso “anche nome della città la solidarietà ai lavoratori della Fiat di Termini Imerese in questo delicato momento, reso pesante dalla mancanza di credibili soluzioni produttive e occupazionali per lo stabilimento Fiat e per il vasto indotto anche commerciale come Aligrup”. Orlando ha sollecitato il governo nazionale e regionale “a colmare il vuoto e la inadeguatezza di risposte che interessano un grande territorio e la stessa città di Palermo. Una vasta area – dice Orlando – che ha enormi potenzialità e che oggi si vede costretta da scelte dissennate e inaccettabili ritardi trasformata nel simbolo di uno sviluppo negato”. In vista dell’incontro al ministero Sviluppo economico del 31 gennaio il primo cittadino di Palermo ha sollecitato ulteriormente il ministro dello Sviluppo economico Zanonato confermando ed esprimendo “solidarietà ai lavoratori in presidio davanti lo stabilimento Fiat”.