Sono ancora in attesa della convocazione da parte di Crocetta le tute blu dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. Dopo le proteste dei giorni scorsi che hanno visto coinvolti i lavoratori prima in un sit-in davanti Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione e poi oggi davanti il municipio di Termini, ancora nessuna risposta per il polo industriale palermitano.

Il tanto atteso vertice con il governatore riveste una particolare importanza in vista  prossima apertura del tavolo tecnico a Roma con il ministro delle Attività produttive, Flavio Zanonato.

I 2200 operai dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, che insieme ai lavoratori dell’indotto costituiscono un bacino di circa 3 mila lavoratori, attendono ancora risposte sul processo di reindustrializzazione del polo termitano.  Nessuna proposta concreta è stata ancora avanzata per il rilancio dello stabilimento e dell’indotto e nessun piano industriale è stato presentato. Dopo la proposta di Dr Mortor, la casa automobilistica molisana che doveva operare in partnership con Chery, colosso dell’auto cinese, poi bocciata dal ministero, oggi per l’ex Fiat di Termini solo parole.

“Non ce la facciamo più – dichiara a BlogSicilia Roberto Mastrosimone, segretario regionale Fiom -. Da quattro anni ormai andiamo avanti a furia di incontri. Siamo passati dal governo Lombardo al governo Crocetta, da ben quattro ministri Scaiola, Romano, Passera e Zanonato senza nessun risultato. Siamo stanchi di passare da un tavolo a un altro, vogliamo soluzioni concrete per lo stabilimento di Termini”.

Altro problema è la cassa integrazione in deroga che scadrà il 31 dicembre prossimo per la quale i lavoratori chiedono il prolungamento.

“Non facciamo un incontro con il ministero dallo scorso 5 ottobre – continua Mastrosimone -. Apprendiamo le notizie solo dalla stampa, esigiamo delle risposte concrete perché il licenziamento è dietro l’angolo. E’ importante però precisare che la vertenza non interessa solo il governo regionale e nazionale ma anche la Fiat. Nell’accordo sottoscritto nel 2011 con la casa torinese era stato precisato il fatto che sarebbero state trovate delle soluzioni alternative. La Fiat deve dirci se vuole licenziarci tutti o favorire direttamente o indirettamente soluzioni altenative. Per noi la soluzione non è la convocazione da parte di Crocetta. L’obiettivo è la soluzione del problema”.

L.A.