Rapidi, comunicativi e coinvolgenti. Molto spesso i trailer vengono sottovalutati, eppure hanno un ruolo rilevante. Sono il biglietto da visita per il successo di un lavoro cinematografico.

E i trailer sono proprio al centro di un’iniziativa che coinvolge Catania con un programma di incontri, workshop, lezioni di cinema e concorsi. Dal 30 settembre al 3 ottobre la Città etnea sarà protagonista del Trailers Film Festival.

L’iniziativa, giunta alla tredicesima edizione e organizzata dall’Associazione Culturale Seven con la direzione artistica di Stefania Bianchi, ha sempre avuto il sostegno degli appassionati di cinema.

Anche quest’anno, il festival coinvolge il pubblico con una serie di concorsi. Fino al 30 settembre è difatti possibile votare il miglior trailer della stagione. I giovani video maker potranno, invece, avere un ruolo di primo piano presentando le proprie produzioni nel concorso “Pitch Trailer”.

Tuffarsi nel mondo del cinema e della comunicazione sarà il compito di tutti i giovani che parteciperanno e, in particolar modo, degli studenti del Dipartimento di Scienze Umanistiche, che potranno conseguire dei crediti formativi.

Come ci racconta Alessandro De Filippo, docente di Storia e critica del cinema all’Università di Catania, all’interno del Trailers FilmFest  verranno attivati due workshop. I partecipanti potranno incontrare  esperti del cinema e saranno piacevolmente  impegnati in “Una full immersion di tre giorni, che permette la sera al Metropolitan di vedere anche straordinarie anteprime nazionali di film distribuiti dalle principali case internazionali”.

Si parlerà anche dei serial televisivi, una tendenza che ha preso piede negli ultimi anni. Accade sempre più spesso che i ragazzi restino, episodio dopo episodio, incollati allo schermo, divorando intere stagioni in poche settimane. Forse perché, come ci racconta il prof. De Filippo, “Guardare un serial, spesso consigliato da passaparola di amici, costituisce una sorta di comunità virtuale”.

“Insieme a Sissi Sardo – continua – che è una storica della lingua che si è sempre manifestata curiosa nei confronti della TV, e Davide Bennato, sociologo dei media digitali, faremo una chiacchierata sui serial televisivi, partendo dal caso di studio The Walking Dead. Sarà interessante capire come si rapportano a queste nuove formule, dalle loro diverse prospettive scientifiche. La ricerca accademica si affanna a inseguire le nuove formule di comunicazione di massa e non sempre ci riesce. Dialogare con un approccio interdisciplinare può essere utile a tutti. E gli studenti non devono percepire le materie che insegniamo come separate da compartimenti stagni, bensì come dei vasi comunicanti”.

“L’iniziativa è interessante, – conclude il docente di Storia e critica del cinema – è un’occasione per i nostri studenti di vedere sul campo un contesto lavorativo che conoscono poco, anche perché questo tipo di comunicazione si fa principalmente a Roma e Milano. Incontrare chi vive di comunicazione può essere più stimolante di incontrare soltanto chi la studia. Per un attimo, si mettono da parte i libri e si accede alle esperienze dei professionisti. Ma poi si torna a studiare, perché la comunicazione senza conoscenze teoriche è solo rumore di fondo”.