Via libera in serata anche all’articolo 20 della legge di stabilità della Regione siciliana, quello che si occupa dell’integrazione socio assistenziale e sul quale si è sviluppato un dibattito d’aula durato circa 2 ore.

Continuano sempre a rilento i lavori dell’Ars e diventa sempre più difficile giungere all’approvazione della norma in tempi ragionevoli. Dei 48 articoli superstiti, infatti, ne restano da approvare ancora una trentina. dopo una settimana il lavoro è all’incirca ad un terzo del percorso.

La norma sull’integrazione socio assistenziale punta al superamento della legge 328 che non ha dato i frutti sperati o quantomeno all’affiancamento di nuove norme e finanziamenti per venire incontro alle esigenze di quei pazienti che non sono ancora o non sono più di competenza sanitaria ma necessitano di assistenza.

Soddisfazione arriva dalla maggioranza. Per Mariella Maggio del Pd “Il piano attuativo dovrà essere varato entro 90 giorni con la partecipazione di tutti i soggetti deputati. Bisogna, adesso, lavorare per dare risposte ai tanti bisogni e diritti che finora in una condizione di frammentazione di risorse e di azioni sono stati negati”.

“L’approvazione dell’art. 20 della legge di stabilità è una scelta di grande civiltà – dice Lino Leanza di Articolo 4 –  Una integrazione socio sanitaria agganciata alle norme nazionali ci consentirà di dare maggiori certezze di assistenza in quella ‘zona grigia’ che non è di competenza sanitaria ma non è ancora di competenza sei servizi sociali ovvero i settori della disabilità, della non autosufficienza e delle nuove povertà. Un ruolo fondamentale nell’attuazione di questa norma dovranno ricoprirlo il terzo settore, il privato sociale e le Ipab”.

“Il comportamento del Governo e della sua pseudomaggioranza in Aula – secondo Roberto Di Mauro, Mpa –  è stato ai limiti della violenza, con un palese ricatto all’Aula da parte del Presidente della Regione. Questa norma, che parte dalla giusta necessità di giungere all’integrazione dei servizi socio-sanitari ed assistenziali, per come è stata portata all’Aula senza un confronto e un lavoro di
concertazione con il territorio e con le Amministrazioni locali, potrà avere effetti gravissimi sulle già dissestate casse dei Comuni”.

 

mav