Continua la lenta marcia verso l’approvazione della Legge Finanziaria della Regione Siciliana. Si aprono con quasi due ore di ritardo rispetto all’orario previsto i lavori d’Aula. Si inizia con l’articolo 25, che riguarda “L’impiego fondi Ircac inutilizzati”. Si prospetta una lunga maratona e si procede a rilento. Sono 17 su 49 gli articoli varati fino ad adesso.

Intanto, a testimonianza del clima di tensione che si vive a Sala d’Ercole in questi giorni, arriva su Facebook lo sfogo del presidente dell’Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone: “Oggi pensando a Mattarella, riflettevo che a Palermo se non sei complice del loro sistema, o ti uccidono con le pallottole o ci tentano anche con le parole”.

La lunga discussione in Aula ieri è stata interrotta pochi minuti prima della mezzanotte, subito dopo l’approvazione dell’articolo 24 che disciplina la cessione delle quote di partecipazione delle società regionali.

E’ stata approvata la riforma dei consorzi di bonifica, che il governo ha presentato all’Ars con un emendamento aggiuntivo alla Finanziaria. Verranno ridotti da 11 a 2, costeranno meno e dovranno incentivare la raccolta dei tributi a carico degli agricoltori. La norma, su cui era subito scoppiato lo scontro fra maggioranza e opposizione, prevede che gli 11 attuali consorzi vengano ridotti a 2: uno per la Sicilia orientale (comprendente le soppresse sedi di Enna, Caltagirone, Ragusa, Catania, Siracusa e Messina) e uno per la parte occidentale che ingloberebbe le strutture oggi operative a Trapani, Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Gela. Una riforma voluta, oltre che dal governo, anche dal Movimento 5 Stelle che ha parlato di ” svolta storica”.

L’articolo prevede comunque la salvaguardia dei livelli occupazionali anche se la spesa totale per mantenere in consorzi di bonifica è di 8 milioni euro e secondo molti deputati di opposizione non garantisce la copertura di tutte le spese. Infine, viene assegnato alla Serit il compito di riscuotere le tasse che gli agricoltori devono versare per usufruire dei servizi dei consorzi di bonifica

Dato che nel corso della discussione alcuni articoli, più controversi, sono stati accantonati, restano ancora una  trentina gli articoli da approvare dei complessivi, superstiti, 48, dopo la soppressione dell’articolo 21, sulla “valorizzazione del patrimonio immobiliare degli enti parco”.

Approvati anche l’articolo 22, che riguarda la restituzione dei terreni della “riforma agraria” e l’articolo 23, sulla costituzione della “Banca della terra”, l’Albo dei terreni, immobili e beni del comparto agricolo. Un censimento persato per premettere la distribuizione a imprenditori o giovani i beni con finalità prestabilite. Come mense sociali o produzione di energie rinnovabili.

Via libera in serata anche all’articolo 20 della legge di stabilità della Regione Siciliana, che si occupa dell’integrazione socio assistenziale e sul quale si è sviluppato un dibattito d’aula durato circa 2 ore. La norma punta al superamento della legge 328 che non ha dato i frutti sperati o quantomeno all’affiancamento di nuove norme e finanziamenti per venire incontro alle esigenze di quei pazienti che non sono ancora o non sono più di competenza sanitaria ma necessitano di assistenza.

L’estrema lentezza dei lavori dell’Ars protrebbe non consentire l’approvazione dello strumento finanziario in tempi ragionevoli. Dopo una settimana il lavoro è all’incirca ad un terzo del percorso. E i tempi sono sempre più stretti. Sono a rischio anche gli stipendi dei dipendenti della pubblica amministrazione: se infatti la Finanziaria non fosse pubblicata in Gazzetta ufficiale entro il 25 gennaio, lo slittamento dei pagamenti sarebbe inevitabile.

Durante il lungo percorso di approvazione di ieri, cominciato, di fatto, soltanto nel pomeriggio, tanti sono stati i momenti di tensione tra i deputati e tra maggioranza e opposizione.  “Il comportamento del Governo e della sua pseudomaggioranza in Aula – secondo Roberto Di Mauro, Mpa –  è stato ai limiti della violenza, con un palese ricatto all’Aula da parte del Presidente della Regione. Questa norma, che parte dalla giusta necessità di giungere all’integrazione dei servizi socio-sanitari ed assistenziali, per come è stata portata all’Aula senza un confronto e un lavoro di concertazione con il territorio e con le Amministrazioni locali, potrà avere effetti gravissimi sulle già dissestate casse dei Comuni”.