Si tornerà in aula lunedì alle 11 per approvare gli ultimi 12 articoli e gli accantonamenti. Nella stessa giornata bisognerà tornare in Giunta per allineare bilancio e finanziaria e procedere all’approvazione finale delle due leggi. E’ l’esito del sabato di passione andato in scena all’Assemblea Regionale Siciliana che da giorni cerca di votare la legge di stabilità. I deputati hanno approvato gli articoli fino al 35 sui 46 totali.

Il dato più significativo è l’approvazione delle norme per garantire le proroghe dei contratti dei precari siciliani. Costeranno alla Regione siciliana 290 milioni di euro nel corso del 2014, 297 milioni nel 2015 e 302 per il 2016. sono i circa 18 mila precari pubblici impiegati dai Comuni  siciliani. Per loro è arrivato il primi fondamentale sì con l’approvazione dell’art. 30 della legge di stabilità regionale. Un provvedimento che era stato in parte criticato anche dai sindacati dei regionali. Il ritardo della finanziaria aveva anche causato la paura dei sindaci che minacciavano di licenziare tutti.

“La Regione come ente guadagnerà nell’operazione che riguarda i precari. Perché se favorisce nel tempo la stabilizzazione negli enti locali, si scarica un costo dando peraltro ai Comuni che li assorbono un personale che gli serve. Ma forse i grillini vogliono licenziarli tutti – ha commentato il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, intervenendo all’Ars nel corso del dibattito sulle norme relative alle migliaia di precari degli enti locali siciliani, commentando la norma inserita nella legge di stabilita’ in esame in aula. “E’ chiaro, però – ha aggiunto – che dobbiamo dire basta a nuovi precari. Questa emergenza ce la siamo trovata e dobbiamo dare tutti insieme una risposta sociale. Esiste peraltro una copertura legislativa e dobbiamo rispettare un equilibrio sottilissimo, concordato con il governo nazionale. Dobbiamo evitare pasticci”. Crocetta ha poi citato “i ministri Delrio, D’Alia, il sottosegretario Vicari, e i deputati Schifani, Capodicasa “che ci hanno dato una mano a trovare una strada per risolvere la questione”,

“Nella Finanziaria ben sei norme sono dedicate ai precari: questo testimonia l’impegno del governo e del parlamento su un tema importante e delicato. La vera novità è che si inquadrano in un’ottica che non si limita alla proroga ma individua percorsi di stabilizzazione e fuoriuscita dal precariato -dicono i parlamentari regionali del Pd Mario Alloro e Giuseppe Arancio -. La proroga triennale dei lavoratori degli Enti Locali rappresenta  un primo passo per la stabilizzazione e va dato merito al governo ed al parlamento di avere impegnato ingenti risorse per procedere alla copertura dei capitoli di spesa, e nel contempo di avere proceduto ai tagli richiesti dal governo nazionale senza i quali non sarebbe stata possibile la proroga stessa”.

Per il capogruppo del Ncd all’Ars Nino D’Asero “si apre una fase nuova per il precariato che non deve essere più un peso ma una risorsa da valorizzare , per i servizi importanti che questi producono e per la professionalità’ acquisita in tanti anni di lavoro”.

Mentre il governatore e i 5 stelle litigano sui precari, nella stessa giornata, concordano sull’apertura alle coppie di fatto. Infatti, con 48 voti a favore e 24 contrari, è stato approvato l’articolo 26 della finanziaria che destina aiuti alle coppie di fatto per l’acquisto della prima casa con mutuo. La norma è passata con l’appoggio del M5S. I franchi tiratori sono stati molti di più nel centrodestra.

Per Nello Musumeci, leader dell’opposizione, “la norma è fuori luogo, si vuole aggirare l’ostacolo per far dire domani a tutti i giornali che la Sicilia è all’avanguardia, per la prima volta ha riconosciuto le copie gay e di fatto, siamo i primi d’Italia, ebbene un parlamento serio queste cose non le consente, il tema è troppo serio, va affrontato a parte, senza la spinta emotiva della fretta.

Per Giovanni Panepinto (Pd) “è il festival dell’ipocrisia, la norma dà opportunità in più alle giovani coppie per avere una casa”. Secondo Giuseppe Vinciullo, deputato di Ncd, “il problema è impostato male. Che anche le coppie di fatto abbiano diritti non è in discussione. Noi ci rifacciamo pero’ alla nostra coscienza,  come ci insegna Dossetti. Non solleviamo problemi di natura o etica e non vogliamo ghettizzare nessuno”.

I finanziamenti per le coppie di fatto saranno attinti grazie all’integrazione di fondi preposti dall’Irfis, l’istituto di mediocredito regionale, attraverso una convenzione stipulata tra l’Abi e la Cassa depositi e prestiti. La cifra a disposizione è di tre milioni di euro.