Con 39 voti a favore e 22 contrari e un astenuto, il Bilancio e la finanziaria della Regione siciliana hanno visto la luce. Una approvazione che arriva in un clima pesante e non solo per gli scontri in corso fra maggioranza e opposizione ma soprattutto per il ciclone giudiziario abbattutosi sull’Assemblea nell’ambito dell’inchiesta per le spese folli nel corso della passata legislatura.

Soddisfatta la maggioranza che sostiene il governatore Crocetta. “La legge di stabilità votata la scorsa notte dall’aula di palazzo dei Normanni  – commenta il presidente del gruppo parlamentare Pd, Baldo Gucciardi – rappresenta una svolta storica della nostra Regione nella direzione dell’integrazione e del rispetto dei diritti civili, ma che non ha dimenticato le emergenze sociali e lo sviluppo”.

“Quella approvata nella notte è una finanziaria che ha il grande merito di aver evitato, dopo 10 anni ininterrotti, il ricorso all’esercizio provvisorio ma questo non è l’unico risultato raggiunto con questa norma”. E’ il commento dei deputati di Articolo 4 all’approvazione della legge di stabilità. “Con il bilancio di previsione 2014 e le norme collegate si è evitata la macelleria sociale pur operando consistenti risparmi e, in taluni casi, subendo tagli anche onerosi per la Sicilia. Nonostante ciò la finanziaria ha una forte caratterizzazione sociale con provvedimenti mirati che non si fermano soltanto ai 15 milioni stanziati per le famiglie meno abbienti. L’assemblea è riuscita a salvare il trasporto pubblico locale, a trovare fondi per affrontare problemi importanti come la cenere vulcanica nel catanese, l’epidemia di bluetongue nel trapanese, per il diritto allo studio e la salvaguardia di consorzi universitari. Grande attenzione c’è stata anche al salvataggio del Maas e tanto altro”. “Concluso questo percorso bisogna passare alla fase due – dicono gli 8 deputati di Articolo 4 – quella dello sviluppo. Occorre predisporre interventi a favore dell’economia siciliana e delle imprese e varare un grande piano strategico per il lavoro”.

“Il 2014 sarà un anno di ripartenza per l’arte siciliana – dichiara Alice Anselmo, deputata regionale Udc- Tornano quasi ai livelli dello scorso anno, infatti, gli stanziamenti in favore dei teatri privati, delle attività musicali e delle bande. Un risultato più che apprezzabile, considerato che all’inizio del cammino della Finanziaria i fondi previsti erano pari a zero. Ringrazio di cuore, anche a nome delle migliaia di persone che animano l’ arte siciliana, il Presidente Crocetta e l’ assessore Stancheris, che hanno accolto le mie richieste, dimostrando una grande sensibilità e impegnandosi ad offrire loro il massimo appoggio nel corso del 2014. La medesima sensibilità – prosegue la parlamentare – va riconosciuta al deputato Baldo Gucciardi e al gruppo Pd, che hanno contribuito ad ottenere questo risultato”.

Contraria l’opposizione che esprime forti critiche. “Si è preferito pensare a petrolieri e a proprietari di cave, tranne che ai siciliani”. I deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars archiviano come un’altra occasione persa la Finanziaria licenziata dall’Aula con il proprio voto contrario. “Una manovra brutta nei contenuti e anche nella forma, che attesta un modo di lavorare molto approssimativo di questo Parlamento e, soprattutto, del governo, che porterà a cozzare contro il muro del Commissario dello Stato. La Finanziaria è stata riscritta direttamente in aula, a dispetto di quanto esitato in commissione Bilancio. Siamo certi che saranno molte le norme impugnate”.  Tra le poche cose da salvare in questa lunga maratona le norme sul fronte dei diritti civili, che portano benefici alla coppie di fatto, sia etero che gay, e l’essere riusciti a tirare fuori dal calderone della manovra il mutuo da un miliardo di euro che avrebbe condannato i siciliani a 30 anni di rimborsi. “Se ne parlerà – dicono i deputati – in seguito e con le giuste modalità, ma, soprattutto, sulla base di carte che ci diranno quali imprese saranno pagate con questi soldi”.

Quella approvata stanotte è una manovra finanziaria nata male e finita peggio, che passerà alla storia per una lunga serie di interventi-spot che ben poco incideranno sulla realtà socio-economica della Regione e che certamente non affronta il nodo centrale dello sviluppo e del rilancio dell’economia, anzi rischia di affossare ulteriormente le prospettive di rilancio.” Lo dichiarano Roberto Di Mauro e Toti Lombardo del Partito dei Siciliani MpA, ricordando che “le opposizioni sono riuscite in alcuni casi a limitare i danni, costringendo il Governo a correggere alcuni macroscopici errori, ma purtroppo il complesso della manovra resta di bassissimo profilo e pieno di tante incognite, testimoniate da ben 400 milioni di euro che restano congelati e da due dati eclatanti: la spesa corrente scende di soli 300 milioni di euro mentre le spese in conto capitale, il vero indice di quanto la manovra punti a promuovere progettualità e sviluppo, crolla ai minimi storici, con una riduzione di oltre un miliardo di euro, pari al 54% del totale. Sono questi i segnali preoccupanti di un Governo che non ha alcuna credibilità ed interlocuzione sul piano nazionale ed internazionale e che non ha alcuna idea su come rimettere in moto lo sviluppo della Sicilia”.

“Con il senso di responsabilità di cui l’Isola e la sua situazione di crisi necessitano, ci siamo mossi nelle commissioni e in Aula, in questi mesi, fino alla chiusura della sessione di bilancio. Non abbiamo ostacolato l’iter per l’approvazione dei documenti contabili, pur esprimendo voto finale contrario” dice il gruppo Ncd all’Ars per voce del suo presidente, Nino D’Asero. “A fronte di una serie di articoli apprezzabili nel loro concetto, si evinceva da subito l’impossibilità della loro messa reale in arte a causa dell’esiguità delle risorse. Dunque, interventi spot e a macchia di leopardo. Nulla per il microcredito e per le piccole e medie imprese, quindi mancanza di un piano di sviluppo. La cessione di partecipazioni azionarie, per esempio, è null’altro che un prelievo mascherato – continua – Il fondo previsto per il reddito minimo è insufficiente e alla fine creerà amare aspettative. Il Bilancio è ingessato con spese già predestinate e la mancanza di un serio piano di rilancio, volto a reperire risorse reali, non può che preoccuparci”. “Infine – è la stoccata ultima – questa maggioranza ha, comunque, continuato a presentare gragnuole di emendamenti, non dimostrando lo stesso nostro senso di responsabilità”.

 Confartigianato Sicilia esprime soddisfazione per l’approvazione, da parte di Governo e Parlamento regionali, del disegno di legge che finanzia con 30 milioni di euro il fondo di rotazione della Crias. “Prendiamo atto che le nostre ripetute istanze siano state finalmente accolte- dichiara Filippo Ribisi, presidente di Confartigianato Sicilia-. Il provvedimento varato nella seduta di ieri, va nella direzione giusta perché finalmente consente alle imprese soffocate dalla crisi di poter accedere al credito agevolato in tempi europei e non biblici. Auspichiamo- aggiunge Ribisi- che a breve che venga rinnovato il cda della Cassa regionale delle imprese artigiane, per consentire un’accelerazione dell’espletamento delle pratiche di finanziamento”.