Ogni gruppo parlamentare all’Ars durante l’approvazione della Finanziaria avrà a disposizione cinque minuti più un minuto per ogni parlamentare. E’ quanto ha deciso il Presidente dell’Asssemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone al termine della conferenza dei capigruppi. Non è stato raggiunto un accordo tra maggioranza e opposizione, ma sui tempi Ardizzone non ammette altre ‘proroghe’.

Maggioranza nuovamente a rischio spaccatura. Dopo soli 7 minuti di seduta l’aula è stata sospesa per consentire una conferenza dei capigruppo. La situazione appare sempre più difficile con una maggioranza ballerina e voti non sempre certi sui singoli articoli della manovra. Superate le spaccature di ieri, infatti, ne sono comparse di nuove e non c’è pace nel percorso per la finanziaria. Fino ad ora sono stati approvati 12 articoli su 49, praticamente il lavoro è giunto appena ad un quarto.

Ed a testimoniare il clima di scontro che si continua a respirare c’è il richiamo alla maggioranza a contarsi che viene da Articolo 4: “Basta con la melina, non è più tempo di giochi politici. Se c’è ancora una maggioranza lo dimostri approvando, oggi stesso, la legge di stabilità regionale”.

Dice il capogruppo Luca Sammartino, che prosegue “In gioco c’è il futuro della Sicilia. I Comuni attendono le risorse per i precari, per le attività sociali e per gli investimenti”. “La maggioranza dimostri di avere i numeri e li faccia pesare in aula – incalza Sammartino -. Bisogna che ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Le prove muscolari in politica servono anche a misurare coerenza ed affidabilità delle forze politiche e dei singoli deputati”. La Regione è senza bilancio ormai da dieci giorni e non può restarci a lungo.

“Abbiamo tante spese inutili del passato in capo a tanti dipartimenti della Regione. Impegni dormienti che ingessano il bilancio. Ho intenzione di liberare il bilancio da questi incagli, possiamo già recuperare 150 milioni di euro per incrementare il fondo a copertura dei residui attivi. Preparerò un piano e lo porterò al commissario dello Stato e alla Corte dei conti”. Lo dice il governatore Rosario Crocetta a Palazzo dei Normanni, impegnato nella conferenza dei capigruppo prima della ripresa in aula dell’esame della legge di stabilità.

Ma il clima è stato incandescente a Palazzo dei Normanni durante l’iter di approvazione della Legge Finanziaria. E’ stata infatti approvata la norma sui lavoratori Forestali: la riscrittura dell’articolo 12, proposta dall’assessore regionale all’Agricoltura, Dario Cartabellotta. ha avuto l’ok dell’Aula. Minori saranno le risorse stanziate rispetto al passato:  circa cinquanta milioni. Cassata la norma che impediva il turn over.

Eppure a Sala d’Ecole si sono vissuti ieri momenti di tensione. “Qui sembra che non si possa fare proprio nulla. Se cancelliamo gli sprechi c’è sempre qualcuno contrario. trovatela voi la formula magica per la sanità”. Aveva sbottato così il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta,  durante la discussione della legge di stabilità. Il suo intervento arriva quasi a conclusione di una lunga polemica sui tagli alla sanità. Ma è l’assessore Borsellino a dire a voce alta, per quanto le riesca, che non si possono definire tagli.

La polemica era esplosa durante la discussione dell’articolo 8, inizialmente accantonato, poi ripreso dopo l’approvazione di altri tre articoli. Il comma 1 prevede la riduzione di 100 milioni di euro della spesa destinata a beni e servizio in sanità. In pratica si tratta  di 70 milioni in meno al settore farmaceutico e 30 recuperati da altri comparti.

Veri e propri tagli secondo le opposizioni, che rischiano di far saltare i conti di una sanità già in difficoltà e che non sarebbero stati richiesti neanche dai piani di rientro. Per l’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, però, si tratta di risparmi che non comporteranno nessuna riduzione di servizi visto che è previsto si ottengano attraverso gli acquisti centralizzati con gare unificate di acquisto dei farmaci.

Uno sfogo, quello di Crocetta, insufficiente a calmare le polemiche, proseguite per un’altra mezz’ora abbondante al termine della quale, comunque, l’articolo è stato approvato dall’Ars dopo una veloce riscrittura in Commissione per precisare alcuni punti.

Sempre nel settore sanitario, sono state abolite le figure dei coordinatori sanitari e amministrativi delle Asp della Sicilia, con un taglio di 58 posti di dirigenti della sanità nell’isola.

In materia di pubblico impiego bloccato per tre anni il salario accessorio dei dipendenti e dei dirigenti degli enti della Regione. Fino al 2016, il personale potrà percepire, oltre allo stipendio, somme accessorie per non più del 15%  di quanto corrisposto ai regionali. un colpo alle retribuzioni dei dipendenti delle Camere di Commercio e di tutti gli Enti pararegionali oltre al Consorzio autostrade.

Fra le norme già passate cè, poi, la riduzione delle royalties per le estrazioni petrolifere e di gas naturali. le compagnie che operano sul territorio siciliano dovranno pagare alla Regione il 13%  e non più il 20.  Infine è stata recepita la richiesta dell’opposizione di di aumentare di 20 milioni di euro lo stanziamento alle province siciliane per il personale, i servizi socio assistenziali e il diritto allo studio. Via libera anche al mutuo da 90 milioni di euro per finanziare parte delle spese di investimento di comuni e province.