Il ritorno della Tabella h sembra scontentare tutte le forze politiche. Si alza un coro trasversale all’Assemblea regionale siciliana che chiede una legge per riformarla modificare il criterio di distribuzione delle risorse agli enti associativi.

E’ quello che chiede Giuseppe Picciolo, capogruppo dei Democratici riformisti per la Sicilia e componente della maggioranza parlamentare che appoggia il governo Crocetta.“Rivendichiamo la partecipazione alla approvazione di una discreta legge finanziaria e di un bilancio regionale fatto finalmente di entrate certe ed uscite misurate. Esprimiamo grande apprezzamento per il mantenimento degli impegni presi dal presidente Crocetta con i precari, i Pip e gli ex alluvionati di Saponara-Barcellona. Il movimento politico dei Drs ha deciso di votare, a scrutinio palese ed in piena libertà, come concordato con il presidente Crocetta per l’abolizione della ex tabella H. Riteniamo, infatti, questo modello politico di gestione delle risorse da destinare alle attività associative, così come formulato, poco chiaro e davvero superato. Ci ripromettiamo sul tema, a breve, con il coinvolgimento di tutti i deputati del Gruppo parlamentare, di produrre una proposta legislativa innovativa e trasparente che sia condivisibile da tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione. E di vigilare per la corretta gestione di quelle risorse oggi appostate che meritano un impiego oculato ed attento”.

Roberto Di Mauro, capogruppo del Partito dei siciliani parla di occasione persa: “Con un contributo da 10 milioni di euro, la Regione torna a finanziare l’Ast, un carrozzone sulla cui gestione recente abbiamo espresso pubblicamente numerose perplessità. In aula abbiamo formulato la nostra contrarietà a questo articolo, questi fondi potevano essere destinati agli investimenti”.

“Abbiamo ottenuto, con una battaglia compatta del Partito dei Siciliani sposata da deputati di altri schieramenti, – aggiunge Di Mauro –  un incremento dei fondi destinati ai consorzi universitari, i cui stanziamenti passano da 1,5 a 4 milioni di euro. Saranno garantite ad esempio le attività del Consorzio universitario agrigentino, per il cui funzionamento in aula abbiamo trovato sensibilità anche da parte dei deputati Cimino e Panepinto. Un risultato che fa il paio con l’analogo impegno previsto a sostegno degli specializzandi in Medicina, per i quali, sempre su nostra proposta, è stato rimpinguato il relativo capitolo delle borse di studio. Saranno dunque garantiti i pagamenti degli arretrati ed il finanziamento del primo anno del nuovo percorso formativo che inizierà a luglio”.

Parla invece di interventi incoerenti sul sociale il vice capogruppo Vincenzo Figuccia. “Non possiamo che esprimere ampia soddisfazione per la conferma in Finanziaria dei capitoli a sostegno delle associazioni che si occupano di assistenza ai malati oncologici terminali. E’ un risultato che condivido con quella stampa che ha sposato questa nostra battaglia ed alla quale va il ringraziamento di migliaia di famiglie.

“La vastità del problema – aggiunge Figuccia – impone tuttavia la necessita’ di coinvolgere un maggior numero di onlus nella rete di assistenza sanitaria ai malati terminali, semplificando i criteri di accreditamento al sistema di servizi erogati dall’assessorato alla sanita’. Condividiamo poi l’introduzione del ticket sanitario per le fasce di reddito superiori ai 50 mila euro annui, ma avremmo voluto che fosse tenuto in considerazione anche il numero di figli. Infatti le famiglie cosiddette numerose, con 4 e piu’ figli, a fronte di oggettive difficoltà economiche nella gestione ordinaria della casa, si ritroveranno a dover pagare un balzello sanitario aggiuntivo”.

Mimmo Fontana e Gianfranco Zanna, rispettivamente presidente e direttore di Legambiente Sicilia bocciano senza riserve la Tabella H.“A scanso di equivoci, segnaliamo che la Legambiente non fa parte della famigerata e rinata tabella H. Complessivamente tutto il dibattito sul bilancio ha dimostrato una totale assenza di cambiamento. A scanso di equivoci, segnaliamo che la Legambiente non fa parte della famigerata e rinata tabella H. E ne siamo orgogliosi. Non c’eravamo illusi – dichiarano Mimmo Fontana e Gianfranco Zanna, rispettivamente presidente e direttore di Legambiente Sicilia – e francamente non pensavamo che le dichiarazioni di circostanza del governo e di alcuni esponenti dell’Ars potessero davvero preludere a un rinnovamento dei metodi con cui si sceglie di finanziare l’attività degli enti e le associazioni della tabella H”.

“Abbiamo semplicemente messo la nostra storia e la nostra credibilità a disposizione per una riflessione sui metodi clientelari ancora oggi utilizzati dalla politica siciliana. Speravamo che si volesse davvero voltare pagine, farla finita con un sistema di elargizioni e contributi a pioggia, finanziando soprattutto centri e associazioni inutili, per passare a una valutazione di merito, di serietà e d’impegno nel territorio. Non c’è stato il coraggio di scegliere una strada nuova. Purtroppo si é persa un’occasione, forse piccola ma
simbolica, per far avanzare la Sicilia sul terreno della legalità e della trasparenza. Ci sembra che – concludono Fontana e Zanna –
complessivamente tutto il dibattito sul bilancio abbia dimostrato una totale assenza di cambiamento, d’innovazione nei metodi e, infatti, il risultato appare molto deludente, in continuità con il passato. Altro che risultati rivoluzionari”.

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