E’ corsa contro il tempo in commissione Bilancio all’Ars. Entro domani sera il testo della Finanziaria ter dovrebbe arrivare a sala d’Ercole in modo da essere approvato entro il 31 luglio, prima della pausa estiva.
In tempi di ‘vacche magre’ trovare l’accordo sulle somme, con relativa destinazione, non è cosa semplice.

Ieri, sino a tarda ora, in commissione Bilancio si è lavorato nonostante fosse domenica. Per esaminare i quasi 600 emendamenti, capire e decidere come impiegare al meglio i poco meno di 900 milioni di euro della manovra.

Centinaia le associazioni tagliate fuori dalla ripartizione dei contributi dell’ultima finanziaria che sperano di ricevere sostegno. Gli enti inseriti nell’ex tabella H dovranno spartirsi 117 milioni anziché i 129 inizialmente previsti.

Molte le questioni ‘spinose’ da affrontare, come quella dei forestali, motivo di un vero e proprio scontro in seno alla commissione tra Crocetta ed una parte del Pd. L’emendamento che avrebbe assimilato i forestali ai Pip alla fine è stato ritirato. Approvato invece un emendamento con il quale vengono esclusi dalla possibilità di lavorare nel settore coloro che superano il reddito Isee di 50mila euro l’ anno. Alla fine dei conti, con l’ approvazione dell’art. 13, il finanziamento per i forestali è passato da 103 milioni a 287.

Ancora interventi che si riflettono sul territorio: per la manutenzione generica l’articolo 15 prevede 3 milioni, con un aumento di 800 mila euro rispetto all’ultimo stanziamento. Approvato l’articolo 14 con il quale il finanziamento a garanzia occupazionale dei Consorzi di Bonifica è stato aumentato da 3 a 5 milioni, con l’emendamento del presidente della commissione Nino Dina e del suo vice, Vincenzo Vinciullo.

L’articolo 28 destina ai Consorzi di bonifica un finanziamento passato da 29 a 42 milioni; per i Consorzi agrari sono stati stanziati altri 4 milioni e 800 in aggiunta ai 5 milioni e 200; all’Ente di sviluppo agricolo andranno 14 milioni 976 euro; per i trattoristi sono stati assegnati 6 milioni.

Una delle novità più rilevanti riguarda senza dubbio i dipendenti regionali. La commissione infatti ha approvato un articolo che consente loro di andare in pensione a 58 anni se hanno accumulato 39 anni di anzianità, a 59 anni con 38 di anzianità ed a 60 con 37 anni di contributi.

Ma c’è un altro scoglio da superare: le pensioni d’oro contro cui Crocetta ha dichiarato guerra aperta.
Insomma, i tempi stringono e la carne al fuoco è tanta. I deputati si preparano ad una vera e propria maratona.