Costeranno alla Regione siciliana 290 milioni di euro nel corso del 2014, 297 milioni nel 2015 e 302 per il 2016. sono i circa 18 mila precari pubblici impiegati dai Comuni  siciliani. Per loro è arrivato il primi fondamentale sì con l’approvazione dell’art. 30 della legge di stabilità regionale. Un provvedimento che era stato in parte criticato anche dai sindacati dei regionali. Il ritardo della finanziaria aveva anche causato la paura dei sindaci che minacciavano di licenziare tutti.

La norma prevede gli stanziamenti che consentiranno la proroga triennale per i loro contratti ma entro questi tre anni bisognerà portare a termine la stabilizzazione che non potrà riguardare tutti. Per questo lo stesso articolo crea l’albo regionale dei precari che dovrà essere predisposto con uno studio esatto della situazione. La norma stabilisce in particolare, che il dipartimento regionale del lavoro predisponga l’elenco regionale dei lavoratori socialmente utili e impegnati in progetti di pubblica utilità e che i contratti di lavoro a tempo determinato dei lavoratori possano essere prorogati fino al 31 dicembre 2016

L’articolo 31, approvato in dieci minuti dopo il 30 introduce gli incentivi al prepensionamento proprio di questi precari nel corso del triennio di proroga per coloro i quali abbiano raggiunto i requisiti minimi. Lo scopo è quello di contenerne il numero in vista proprio dei processi di stabilizzazione.

Prevista anche “l’abrogazione delle norme in favore dei lavoratori del regime transitorio dei lavori socialmente utili, con la contestuale istituzione di un fondo straordinario per la salvaguardia di equilibri di bilancio da parte del Dipartimento delle autonomie locali”

“La Regione come ente guadagnerà nell’ operazione che riguarda i precari. Perche’ se favorisce nel tempo la stabilizzazione negli enti locali, si scarica un costo dando peraltro ai Comuni che li assorbono un personale che gli serve. Ma forse i grillini vogliono licenziarli tutti – ha commentato il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, intervenendo all’Ars nel corso del dibattito sulle norme relative alle migliaia di precari degli enti locali siciliani, commentando la norma inserita nella legge di stabilita’ in esame in aula. “E’ chiaro, pero’ – ha aggiunto – che dobbiamo dire basta a nuovi precari. Questa emergenza ce la siamo trovata e dobbiamo dare tutti insieme una risposta sociale. Esiste peraltro una copertura legislativa e dobbiamo rispettare un equilibrio sottilissimo, concordato con il governo nazionale. Dobbiamo evitare pasticci”. Crocetta ha poi citato “i ministri Delrio, D’Alia, il sottosegretario Vicari, e i deputati Schifani, Capodicasa “che ci hanno dato una mano a trovare una strada per risolvere la questione”,

“Nella Finanziaria ben sei norme sono dedicate ai precari: questo testimonia l’impegno del governo e del parlamento su un tema importante e delicato. La vera novità è che si inquadrano in un’ottica che non si limita alla proroga ma individua percorsi di stabilizzazione e fuoriuscita dal precariato -dicono i parlamentari regionali del PD Mario Alloro e Giuseppe Arancio -. La proroga triennale dei lavoratori degli Enti Locali rappresenta  un primo passo per la stabilizzazione e va dato merito al governo ed al parlamento di avere impegnato ingenti risorse per procedere alla copertura dei capitoli di spesa, e nel contempo di avere proceduto ai tagli richiesti dal governo nazionale senza i quali non sarebbe stata possibile la proroga stessa”.

Per il capogruppo del Ncd all’Ars Nino D’Asero “Si apre una fase nuova per il precariato che non deve essere più’ un peso ma una risorsa da valorizzare , per i servizi importanti che questi producono e per la professionalità’ acquisita in tanti anni di lavoro”.

mav