La Fiom, come annunciato, ha denunciato Fincantieri all’Inps, ritenendo immotivato il ricorso alla cassa integrazione in presenza di una mole di carichi di lavoro in grado di garantire l’occupazione per i prossimi anni. “E intanto – dice Francesco Foti, Rsu Fiom,– Fincantieri delocalizza pezzi che potrebbero essere realizzati a Palermo in Romania”.

Intanto, seocnod la Fiorm, il bonus di fine anno finerebbe nelle buste paga solo di alcuni. E nello stabilimento palermitano di Fincantieri, dove a differenza degli altri cantieri italiani i lavoratori sono da un mese in cassa integrazione e vengono doppiamente penalizzati nell’erogazione del premio che riguarda solo un numero ristretto di operai, il provvedimento fa insorgere la Fiom, che parla di provvedimento “unilaterale”.

L’azienda ha deciso di attribuire “in maniera discrezionale”, secondo una politica retributiva meritocratica, , 100 premi una tantum a tutti gli ingegneri e capi comparto, ad alcuni capi prodotto delle officine e solo a 35 operai su 330. Si tratta di bonus che variano da 800 euro lordi degli operai, ai 1.400 euro per i capi prodotto ai circa 2.700 euro per i dirigenti.

“I lavoratori di Fincantieri, in cassa integrazione da un mese, stanno scontando in maniera pesante il mancato rinnovo dell’integrativo aziendale, con una perdita netta di circa 3 mila euro l’anno. Di fronte a questa situazione, in assenza di un integrativo, troviamo inaccettabile la scelta dell’azienda di distribuire premi di fine anno in modo discrezionale a tutti i capi reparto e agli operai ritenuti più meritevoli – afferma la segretaria della Fiom Cgil di Palermo Angela Biondi. – L’azienda attua in questo modo una logica padronale, che non tiene conto della situazione di disagio in atto. Al Cantiere Navale di Palermo, dove ci sono 115 lavoratori in cassa integrazione a rotazione, e dove è in corso una vertenza per il rinnovo dell’integrativo aziendale sarebbe stato più producente utilizzare le somme del premio per garantire un sostegno al reddito a tutti i lavoratori. L’azienda potrebbe fare sua questa proposta”.

Secondo Francesco Foti la distribuzione “non segue una logica” e la confusione regna anche nella gestione della cassa integrazione. “Ci sono operai in trasferta che guadagnano molto più di quelli di Palermo e settori rimasti scoperti dove gli operai fanno lo straordinario – dice Foti – Con quest’accordo, che la Fiom si è rifiutata di firmare, non maturano né le ferie né i permessi e neanche i percorsi formativi per il personale”.