Questo fine settimana non ci sarà alcuna regola per i locali della movida di Palermo. Il Consiglio comunale ha approvato il regolamento che è stato pubblicato il 9 novembre.

Entrerà in vigore tra quindici giorni e quindi il 24 novembre. Proprio oggi i giudici della Terza Sezione del Tar di Palermo hanno annullato le ordinanze del Comune di Palermo sulla movida.

I giudici nel merito hanno accolto il ricorso di Giovanni Randisi titolare dei Bottai, assistito dall’avvocato Giusppe Ribaudo e Filippo Fazio. Il gestore del locale chiedeva l’annullamento dell’ordinanza del sindaco Leoluca Orlando del 29 giugno 2015, la delibera di giunta numero 26 del 26 febbraio 2015, della delibera numero 110 del 23.06.2015 e ancora l’ordinanza del Sindaco di Palermo 278 del 27 settembre 2015, e la proroga al 31 ottobre 2015 e dell’ordinanza sindacale 167 del 29 giugno 2015.

Secondo Randisi con le ordinanze il Sindaco avrebbe disposto, “ancora una volta, regole limitative delle libertà e pregiudizievoli per l’iniziativa economica”, in quanto, in particolare viene “vietata l’attività musicale svolta all’esterno con impianti elettroacustici di amplificazione e di diffusione sonora, comunque intesi”, nonché ” … l’attività musicale svolta all’interno del locale con impianti di pubblico spettacolo con impianti elettroacustici di amplificazione e di diffusione sonora, comunque intesi, ancorché conformi alla normativa, in nessun modo può avere proiezioni acustiche all’esterno”.

I giudici della Terza Sezione presieduta da Calogero Ferlisi, Presidente, Estensore (Giovanni Tulumello, Consigliere Lucia Maria Brancatelli, Referendario) hanno accolto il ricorso alla luce “del reiterato esercizio, da parte del Sindaco di Palermo di provvedimentid’urgenza.

La giurisprudenza amministrativa ha da tempo chiarito che è certamente nel potere del sindaco emanare ordinanze extra ordinem allorché si verifichino situazioni eccezionali, impreviste ed imprevedibili come tali autonomamente idonee a ledere o mettere in pericolo l’incolumità dei cittadini e la sicurezza pubblica (ivi compreso l’inquinamento acustico, o atmosferico, o ambientale), ma deve intendersi fermo il dovere-potere del Comune di tutelare e garantire la sicurezza urbana individuando, al fine, le misure più idonee ed adeguate; potere che si manifesta, in via “ordinaria”, attraverso l’esercizio della potestà regolamentare che spetta interamente ed esclusivamente all’Organo consiliare”.