Un pressing asfissiante. Da terzinacci vecchio stampo e alla fine Rosario Fiorello, dopo una melina durata 46 minuti (tanto è rimasto assieme ad un gruppo di giornalisti a Taormina) si sbilancia e parla del Caso Catania.

“Sarebbe stato peggio – dice dopo il tackle dei cronisti durante i tempi supplementari, cioè quando si era già spostato al bar –  se si fosse venduto le partite al contrario nel senso che avesse pagato per far perdere il Catania. Scherzi a parte, la brutta figura l’ha fatta il calcio, non è mica la prima volta. Non voglio difendere Pulvirenti ma come detto scherzosamente prima con il ‘sarebbe stato peggio’, dico che alle volte il troppo amore porta sempre a sbagliare. Pure quando sei innamorato di una bella ‘fimmina’ sbagli sempre. Sbagli sempre quando sei troppo innamorato. Il danno però, in questo caso, è stato talmente tanto…”

Lo showman, nato proprio a Catania e che non ha mai nascosto la doppia fede per Inter e per i colori rossazzurri, ha anticipato che del nuovo terremoto che ha scosso il calcio italiano dirà qualcosa proprio durante i suoi spettacoli in programma al teatro antico di Taormina da domani al 6 luglio, ma il contenuto è assolutamente top secret.

Durante i 46 minuti di uno spettacolare incontro con i giornalisti, Fiorello resiste ad oltranza. Non parla. Catenaccio. Ma dopo l’ennesima incursione di un cronista che gli chiedeva come avrebbe fatto commentare la notizia a due ipotetici tifosi del Catania in una discussione al bar , risponde: “Ma dai! Non la posso fare…non sarebbe trasmettibile!” Ma Fiorello è sempre Fiorello e scappa un siparietto degno di una prima serata televisiva anche se con qualche censura: “Mbare a pigghiamu ndo…” dice fra le risate di tutti anche di un componente del suo staff che replica: “E che vuoi fare…”

Saro non ci sta e rilancia: “Chiddu è di Palermo. E loro gioiscono….”

Fiorello però poi si fa serio e spiega: “E’ inutile dire spero che la situazione si risolva… il Catania pagherà per questo. Di questa storia ne paga le conseguenze lo sportivo catanese ed il Catania Calcio”.

C’è spazio anche per i ricordi e per un’imitazione di Sinisa Mihajlovic, bandiera della sua Inter che oggi si accasa ufficialmente a Milanello: “L’ho incontrato in aeroporto qualche tempo fa – commenta  Fiorello – mi ha detto: ‘vado Milan’”.

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O come quando rievoca il ‘cucchiaio’ di Mascara proprio a Julio Cesar: “I giornalisti chiesero a Sinisa cosa ne pensasse disse. E lui: se sbagliava attaccavo muro!”

Risate. E ricordi di un calcio che a Catania si rivedrà chissà quando.