“Bisogna assolutamente che chi sfugge al fisco appositamente sia beccato, assicurato alla giustizia e che i beni siano restituiti a quei cittadini che invece pagano”. Lo ha affermato il presidente di Riscossione Sicilia Antonio Fiumefreddo, incontrando i giornalisti a Catania dove ha convocato una conferenza stampa per illustrare i risultati raggiunti grazie alla collaborazione tra Riscossione e la Sezione Esecuzioni Immobiliari del Tribunale.

Sono  oltre 2,6 milioni gli euro ‘recuperati’ derivanti da un’accelerazione dell’iter di vendita all’asta di beni immobili pignorati e della successiva assegnazione delle somme.

“Stiamo comunicando quello che facciamo, non quello che faremo. Ogni giorno – ha proseguito – c’é un bollettino, che sembra di guerra, dove si contano un certo numero di Porsche, Ferrari e cabinati”.

Fiumefreddo ha aggiunto: “Mi preoccupo proprio di quelle persone che si sono tolte la vita, sono disperate o in depressione per avere ricevuto una cartella che non sono in grado di pagare e che vogliono pagare, mentre invece c’é un drappello di circa mille siciliani che sono dei grandi evasori e che sono alla guida di Ferrari e vano per mare in cabinato sotto gli occhi di tutti ed evidentemente fino ad oggi in molti l’hanno fatta franca”.

Facendo riferimento alla vicenda di Giovanni Guarascio, il muratore di Vittoria che si diede fuoco due anni fa per non farsi togliere la casa venduta all’asta, Fiumefreddo ha osservato: “Dobbiamo a lui, come a tante altre persone per bene questo nostro dovere, lo dobbiamo alla Legge, a tante vittime di questa ingiustizia”.

“Mi sento impegnato – ha aggiunto – rispetto alle persone che qui si mettono in fila per pagare la multa, il bollo e poi cifre incredibili, fino a 100 milioni di euro. sfuggono alla riscossione. Questo – ha concluso Fiumefreddo – e’ un atto di ingiustizia che secondo me risponde ad un patto criminale non più osservabile in Sicilia”.