Il Crocetta quater perde subito il primo pezzo ma, per assurdo, è questo pezzo a consentire la nascita del quarto governo della Regione, annunciato ma non decretato dal presidente fino alle 22 di mercoledì 4 novembre.

E’ Antonio Fiumefreddo, l’avvocato catanese che nessuno vuole in giunta a rinunciare all’incarico. Come già avvenuto in occasione della formazione del precedente governo è lui a ritirarsi senza attendere che gli venga chiesto, liberando così il campo dalle polemiche piddine.

L’annuncio arriva a mezzo stampa. Fiumefreddo, infatti, usa il giornale catanese on line di cui è editore per pubblicare la sua lettera di rinuncia.

“Ho riflettuto in queste ore se accettare o meno l’incarico offertomi dal Presidente Crocetta di entrare a far parte del governo regionale – scrive – E’ certamente un onore servire la propria terra in un ruolo così importante, e di più lo è in un momento così delicato e difficile che richiede l’impegno personale e persino il sacrificio di ciascuno, scriveva Simone Weil che dove c’è ‘bisogno c’è l’obbligo’.

“Penso soprattutto, come avevo già confidato al Presidente nei giorni scorsi -continua – che non sarebbe onesto che io lasciassi il lavoro da così poco tempo avviato in Riscossione Sicilia, con i risultati importanti che cominciano ad affacciarsi, solo perché andrei a sedermi su una poltrona più prestigiosa, e direi di maggior potere”.

“Non vedo, peraltro, le condizioni per una mia decisione diversa, nella quale non credo. Non accetto, quindi, l’incarico di governo e rimango a lavoro a Riscossione, ed  anche lì fino a tanto che mi sarà consentito fare bene nella battaglia a favore dei cittadini onesti”.

Con la rinuncia di Fiumefreddo si rimuove il nodo principale che era proprio il no posto dal Pd a questo incarico. E si libera anche un posto che potrà essere usato per far quadrare i conti visto che l’ingresso in giunta Area Dem con l’indicazione di un assessore da parte di Giuseppe Lupo è avvenuto in maniera quasi contestuale con Barbagallo che va a prendere il posto di Cleo Li Calzi.

Per evitare ulteriori fibrillazioni, infatti, Crocetta raccoglie al volo la rinuncia e nomina la giunta mantenendo per se ad interim la Funzione Pubblica che aveva dato a Fiumefreddo in attesa di nominare l’ultimo assessore insieme alla segreteria del Pd nella giornata di domani.

I decreti sono alla firma e verranno notificati entro la mattina. Ecco gli undici assessori nominati su 12 complessivi con la sorpresa Barbagallo al posto di Li Calzi: Mariella Lo Bello Vicepresidente, Assessore per le attività produttive (Presidente); Antonello Cracolici  Assessore per l’agricoltura, sviluppo rurale e della pesca mediterranea – PD (Area Cuperlo) ; Giovanni Pistorio Assessore per le infrastrutture e la mobilità – centristi; Maurizio Croce Assessore per il territorio e ambiente – Sicilia futura; Antony Barbagallo Assessore per il turismo, sport e spettacolo – PD (Area dem); Baldo Gucciardi Assessore per la salute – PD (Area Renzi); Gianluca Miccichè Assessore per la famiglia, politiche sociali e lavoro -centristi; Alessandro Baccei Assessore per l’economia – PD (Area Renzi); Carlo Vermiglio Assessore per i beni culturali e l’identità siciliana  – centristi; Vania Contrafatto Assessore per l’energia e i servizi di pubblica utilità – PD (Area Renzi); Bruno Marziano Assessore per l’istruzione e la formazione professionale- PD (Area Cuperlo); Interim presidente – Assessorato delle autonomie locali e funzione pubblica.

Ma anche così, col posto a disposizione delle trattative da tenere da qui a qualche ora, la giunta non sembra chiusa. Arriva a stretto giro la critica, forte, di Sicilia Futura, alleata di Area Renzi, che non condivide il metodo e annuncia che non ci sta. “Avevamo raccomandato prudenza al presidente Crocetta prima di “smantellare” la Giunta precedente e , purtroppo, i fatti ci hanno dato ragione. Oggi questa proposta politica così com’è formulata non ci appartiene perché non è frutto di un percorso condiviso con tutte le forze di maggioranza, come da noi più volte richiesto”.

“Ribadiamo la necessità di cambiare metodo – si legge nella nota di Sicilia Futura – ed affrontare in modo unitario, in un tavolo che riunisca tutte le componenti a sostegno del Governo, i temi programmatici fondamentali attorno cui condividere l’azione della maggioranza. Desideriamo preliminarmente comprendere quali forze politiche fanno parte di questo patto di fine legislatura e quali saranno gli obiettivi comuni sottoscritti”.

“Un Governo che dovesse avviare il proprio percorso di lavoro già dilaniato da divisioni interne frutto di diffidenza reciproca o tentativi di sopraffazione  sarebbe da considerare una iattura per la Sicilia e non potrà mai vederci partecipi in questi termini per il grande rispetto che abbiamo per le Istituzioni che rappresentiamo e per i Siciliani ed i loro bisogni”.

Il dubbio è che la nota imprudente sia proprio quella di Sicilia Futura. A riportare la calma ci pensa, infatti, il segretario del Pd Fausto Raciti che aggiusta immediatamente il tiro “Sono stati giorni difficili, sui quali ha pesato la fase particolarmente complessa che attraversa la Sicilia. Le nostre scelte sono state rivolte ad un solo obiettivo: dare risposte concrete ai siciliani. Alla luce di questo quadro, appesantito dalle difficoltà finanziarie della Regione, servivano decisioni forti: per questo abbiamo chiesto una svolta profonda con la nascita di un governo politico. E’ quello che volevamo