Sono sempre più numerose le aziende siciliane che provano ad uscire dai confini nazionali e a ritagliarsi uno spazio in mercati più ampi. Ma orientarsi verso la scelta corretta non è semplice.
Per questo Confindustria Sicilia ha ospitato oggi nella sua sede di Palermo, uno dei seminari di Enterprise Europe Network, la rete europea che sostiene le piccole e medie imprese che vogliono internazionalizzarsi. L’iniziativa, organizzata da Confindustria Sicilia, in collaborazione con Confindustria Bruxelles e con il Dipartimento programmazione della Regione siciliana, rientra nella Settimana europea delle Pmi che si conclude il 30 novembre.

“Noi stiamo presentando – spiega Giovanni Catalano, direttore di Confindustria Sicilia – le opportunità dei programmi a gestione diretta, ovvero con il finanziamento diretto della Commissione europea che sono Cosme, che agevola il credito per le pmi e Horizon 2020 che favorisce la ricerca e l’occupazione”.

Le prospettive future per le aziende dipendono molto dai fondi europei 2014-2020 la cui programmazione è ancora in corso di definizione.

Massimo Sabatini, direttore di Confindustria Mezzogiorno, quantifica: “L’Italia – dice – nel nuovo ciclo di programmazione avrà all’incirca 30 miliardi di euro di fondi strutturali a disposizione, tra 16 be 22 per le regioni del Mezzogiorno, poiché i fondi strutturali hanno un cofinanziamento al 50%, la cifra raddoppia, stiamo parlando di oltre 40 miliardi di euro. Risorse con cui si può fare davvero molto”.

I tempi stringono: alla Sicilia dovrebbero andare risorse comprese tra i 4 ed i 6 miliardi di euro. La sfida maggiore è sempre la medesima, evitare il disimpegno dei fondi ed utilizzarli nella maniera più proficua possibile.

“E’ un momento molto delicato questo – precisa Sabatini – nei rapporti tra Regioni, Stato ed organismi europei. Bisogna porre una grande attenzione alle priorità scelte in questa fase e agli strumenti adottati”.

“La nostra Regione – aggiunge Catalano – dovrebbe cercare di spingere molto sull’agroalimentare e sulle fonti rinnovabili. Lì ci sono delle buone opportunità di investimento e sviluppo”.