In queste ore è stato rifatto il punto, per assi e linee d’intervento, sull’asfittica capacità regionale di spesa che è stata ripassata ai raggi x. Si tireranno le somme, dopodiché si aprirà una fase nuova. Perché i fondi strutturali Ue sono ancora le uniche risorse a disposizione per politiche di crescita e modernizzazione”. Il segretario generale di Cisl Sicilia, Maurizio Bernava, scrive al governatore Rosario Crocetta nel giorno in cui si chiude, al termine del lavoro dei comitati di sorveglianza di giugno, la verifica sullo stato di attuazione del Programma operativo Fesr 2007-2013, richiesta alla Regione dal ministero dello Sviluppo Economico (Dipartimento per le politiche di sviluppo).

“Sempre più minaccioso – spiega Bernava – aleggia lo spettro di una programmazione 2007-2013 non dissimile nei risultati dalla vecchia, fallimentare programmazione, 2000-2006. La Sicilia ha urgente bisogno di segnali di cambiamento, con soluzioni strategiche immediate, capaci di limitare, almeno, i danni di una programmazione comunitaria compromessa per incapacità, incompetenza e malagestione radicate nella politica e nella pubblica amministrazione regionali”.

“E’ importante che lei, presidente,  – scrive il leader siciliano della Cisl rivolgendosi direttamente a Crocetta – nei giorni scorsi abbia indicato come azione prioritaria del Suo governo un piano di risanamento del bilancio. Ma è addirittura “illuminante” dichiararlo dopo la supersbornia di attività politico-elettorale del suo governo, durata ben otto mesi. Una distrazione e perdita di tempo già denunciati dalla Cisl, perché è stato un grave e imperdonabile danno sociale aver messo da parte, al culmine della crisi economica e sociale, il minimo impegno a definire strategie e scelte per le vere priorità della Sicilia. Ora, non si perda più tempo. Occorre recuperare in pochi giorni problemi e priorità strutturali, omessi da otto mesi. Adesso serve un governo meno impegnato in obiettivi politici e totalmente dedicato a Governare gli aspetti della crisi. Favorire sviluppo e crescita produttiva, risanare il debito perché siamo al default finanziario, attrezzare la Sicilia con sistemi di protezione sociali più efficaci per i veri bisognosi chiudendo con la logica dei ‘bancomat elettorali'”.

Bernava quindi lancia un appello al governo regionale: “Urgono strategie con programmi pluriennali di risanamento del debito da concordare col governo nazionale, a cominciare dal disastro economico, finanziario e sociale delle società partecipate e controllate dalla regione e dagli enti locali. Urgono una strategia e scelte per interventi concreti e incentivanti per attrarre e sostenere investimenti produttivi nelle aree disponibili dell’Isola. Alla Sicilia urge una riorganizzazione e ricognizione delle risorse disponibili per sostenere la crescente povertà, gli anziani non autosufficienti, e i lavoratori che perdono il lavoro per effetto della recessione. Diventa urgente e prioritario un piano operativo concreto per spendere bene su obiettivi produttivi e sociali le ingenti risorse dei fondi Ue”.

La verifica di questi giorni, dell’attività di spesa di questi fondi da parte dei vari assessorati, per la Cisl deve diventare un’occasione di svolta e rottura col passato recente e remoto. “Ancora una volta – sostiene Bernava – la Sicilia arriva in extremis, col rischio reale di perdita e disimpegno di diverse centinaia di milioni di euro disponibili da tempo, per assenza di strategie programmate su obiettivi e indirizzi chiari da parte del governo e del sistema politico, per mancanza del supporto e verifica del confronto sociale necessario, per ramificate incompetenze e incapacità consolidate e ‘certificate’ da tempo nei dirigenti e nella macchina amministrativa, per la presenza e pressione di tanti interessi particolari che riescono a frammentare progetti e interventi portando così al fallimento degli interessi generali di crescita, sviluppo e modernizzazione, della Sicilia”.

Bernava avvisa Crocetta: “Non basteranno comunicati, annunci e rassicurazioni mediatiche del governo regionale per nascondere ed evitare l’ennesimo fallimento dell’utilizzo dei fondi Ue, dopo quelli delle precedenti programmazioni. Una programmazione ormai compromessa per insipienza, incapacità e ritardi strutturali della politica e delle amministrazioni regionali e locali degli ultimi 15 anni.Chiediamo al nostro presidente di dare segni immediati di avere chiara questa consapevolezza. Si apra al confronto con le associazioni del lavoro e delle imprese, ci illustri idee, soluzioni approntate, proposte operative, programmi e strategie finalizzati a recuperare il grave ritardo accumulato e a dare maggiori certezze alla nuova programmazione 2014/2020. Vogliamo essere coinvolti e messi in condizioni di contribuire e collaborare per costruire condizioni per lo sviluppo, il risanamento del debito e un sistema piu’ efficace e giusto di protezione sociale. Sono queste le priorità su cui la Sicilia deve affermare il suo riscatto. Un riscatto che non potrá essere solo il frutto della politica o dell’azione solitaria del Governo”.

Maurizio Bernava, quindi, chiede a Crocetta di illustrare alle parti sociali qual è la strada che il governo regionale intende percorrere. “Caro presidente ci aspettiamo che da domani, 6 luglio, quando gli ispettori ministeriali avranno completato le verifiche sulla spesa dei diversi dipartimenti e assessorati, Lei ci consegni una strategia semplice, chiara, completa e realizzabile per concretezza, su cui aprire una fase nuove di relazioni sociali basate sul rispetto e sul confronto. Per salvare la programmazione 2007/2013 da disimpegni e fallimenti progettuali che aumenterebbero ulteriormente i debiti del bilancio, per orientare la nuova programmazione su pochi obiettivi senza sprechi e dispersioni.

I criteri di ripartizione della spesa dei fondi europei, secondo Bernava, devono avere “un impatto positivo per attivare vera crescita con investimenti di impresa in tutti i settori (dal manifatturiero, ai servizi, dall’energia al turismo, dalle costruzioni ai rifiuti). Una spesa che va orientata a mettere in atto i progetti già esecutivi e autorizzati, pronti a divenire velocemente investimenti veri e utili. Programmazione dei fondi e progetti sono falliti perché condizionati e spesso controllati dalle pesanti intermediazioni del malaffare politico e mafioso. Intermediazioni e controllo che hanno rubato e sprecato risorse importanti”.

Il segretario generale infine apre al confronto con il governatore Crocetta: “Confidiamo nella sua consapevolezza e disponibilità a investire sul confronto e a dedicarsi con tenacia e determinazione alla costruzione di una nuova fase di riscatto della Sicilia, che passa dalla capacità di affrontare i nodi strutturali della crisi, dell’economia, del lavoro, della grave condizione sociale”.

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