Piovono grane immediate sul governo Crocetta ter. Nato solo negli annunci del governatore e pronto per essere decretato ma non prima di domani, il governo della Regione siciliana dovrà affrontare subito la mozione di sfiducia all’Ars ma, immediatamente dopo, un problema ben più grave: da Roma arriva il dimezzamento dei fondi per i cofinanziamento delle opere comunitarie.

Una formula burocratica e un poco complessa per dire che c’è il rischio concreto che la Sicilia non sia in condizione di usare i fondi Ue 2014/2020. proprio oggi è atteso il visto di Bruxelles e alla comunità Europea l’Italia notificherà il passaggio del co-finanziamento dal 50% al 25%. una decisione già comunicata a Bruxelles per vie informali ma che adesso dovrebbe diventare ufficiale.

Il regolamento comunitario prevede, infatti, che per usare i fondi messi a disposizione da Bruxelles, Paesi e Regioni debbano cofinanziare le opere. In parte questo co finanziamento è destinato ai privati, ma per le opere pubbliche una quota spetta, dunque, alla Sicilia. Si tratta di somme percentualmente anche consistenti per le quali Roma ha sempre messo a disposizione proprio il 50% del costo complessivo che adesso rifiuta di impegnare.

Ed ecco che arriva la tegola sulla programmazione 2014/2020. Senza queste risorse anche quelle comunitarie non potranno essere attiviate e la Sicilia rischia il danno e la beffa.

Secondo quanto scrive stamani il Sole 24 ore i fondi messi a disposizione dal Ministero sono, dunque la metà rispetto al passato. Nei piani operativi delle regione del Sud e in particolare di Campania, Calabria e Sicilia è, invece, previsto un co-finanziamento standard e per questo motivo il Ministero non avrebbe trasmesso i Piani Operativi regionali a Bruxelles.

Alla Sicilia il compito di trovare i fondi per l’ulteriore 25% di co-finanziamento o si rischia che le opere non si facciano e i fondi Europei tornino a Bruxelles a fine programma.

In una Regione che non riesce a pagare i suoi debiti, a cancellare i crediti non esigibili ne a trovare i fondi per chiudere il bilancio 2015, che a roma ha già chiesto aiuto per rateizzare i pagamenti in dieci anni, piove sul bagnato. una situazione che il sottosegretario Graziano Delrio conosce bene essendo venuto venerdì scorso a Palermo a discutere proprio di fondi comunitari e di conti della Regione. Governo nuovo, grana nuova e fondi comunitari a rischio.

mav