Oltre 16 miliardi di euro sono in arrivo dall’Europa per la programmazione comunitaria 2014/2020. Soldi destinati alle Regioni del sud Italia, quelle ad obiettivo convergenza che potranno contare, ancora una volta, su finanziamenti europei consistenti nonostante la consolidata incapacità di spesa.

E la programmazione comunitaria sembra destinata a partire a rilento anche stavolta. L’allarme lo lanciano i costruttori siciliani che chiedono al governo regionale di accelerare il previsto confronto sulla nuova programmazione dei fondi europei, affinché si possa creare una costruttiva sinergia prima che entro questo mese lo Stato e la Conferenza delle Regioni raggiungano un accordo sulla proposta italiana e venga poi stipulato l’Accordo di partenariato Europa-Italia.

L’Ance Sicilia è pronta ad offrire, in tal senso, collaborazione tecnica all’azione di definizione degli obiettivi, dei programmi, dei piani e dei progetti che l’Isola deve proporre per ottenere e utilizzare il massimo delle risorse disponibili nella prossima programmazione dei fondi strutturali europei 2014-2020.

L’Ance Sicilia, che ha partecipato, a Bruxelles, al Consiglio delle Regioni dell’Ance nazionale riunito presso il Committee of the Regions dell’Ue per contribuire al miglioramento della capacità di assorbimento dei finanziamenti europei in Italia, evidenzia che la nuova programmazione non sarà più suddivisa, come accadeva in passato, per singole opere, ma sarà orientata al raggiungimento di obiettivi tematici generali, e ciò su iniziativa delle Regioni se avranno proposte e capacità; in alternativa, ad opera dello Stato che potrà decidere, tramite l’Agenzia per la coesione territoriale, come utilizzare le risorse non spese della precedente e della nuova programmazione e in quali zone e su quali ambiti intervenire.

La proposta per i fondi strutturali avanzata a Bruxelles dal governo nazionale lo scorso 30 settembre, a seguito del primo confronto fra il ministro della Coesione territoriale Carlo Trigilia e la Conferenza delle Regioni, prevede (nell’ipotesi di un cofinanziamento nazionale del 50% per tutte le Regioni), su un totale di 21,1 miliardi di euro per quegli obiettivi che coinvolgono il settore dell’edilizia, di assegnare 16,1 miliardi alle regioni più svantaggiate: banda larga e “Digital Agenda” (1,2 mld), rilancio propensione ad investire (1,9 mld), migliore accesso al credito (0,9 mld), passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio (4,2 mld), adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione dei rischi (0,7 mld), tutela dell’ambiente (2 mld), trasporto sostenibile (3 mld), inclusione sociale (1,1 mld), sicurezza delle scuole (1,1 mld).

A seguito dell’esame del quadro analitico complessivo tracciato dall’Ance nazionale, l’Ance Sicilia ritiene che sia utile privilegiare i progetti immediatamente cantierabili e puntare su obiettivi a larga scala che abbiano immediate e diffuse ricadute sul territorio (come rigenerazione urbana, piani città, piani scuola, efficienza energetica degli edifici pubblici, prevenzione antisismica, medie infrastrutture), nonché creare una cabina di regia che sovrintenda alla rapida e completa attuazione di tutti questi interventi diffusi, rendendoli anche coerenti con la realizzazione delle grandi opere che saranno finanziate dallo Stato con il Fondo di Sviluppo e Coesione (50 miliardi per tutta Italia). Inoltre, si può mutuare l’iniziativa della Regione Lombardia, che assegna voucher alle piccole e medie imprese edili quale compartecipazione regionale alle spese per la partecipazione alle gare d’appalto all’estero, per stimolarne l’internazionalizzazione.

“I fatti dimostrano che le scelte delle passate programmazioni hanno generato un basso assorbimento dei finanziamenti europei e hanno prodotto ritardi, perdita di risorse e tante incompiute – osserva il presidente dell’Ance Sicilia, Salvo Ferlito – . L’Europa ora privilegia gli interventi per la riqualificazione e la vivibilità delle città, per l’efficienza energetica degli edifici pubblici, per la sicurezza delle scuole e la prevenzione dei rischi sismici e idrogeologici, per la mobilità urbana. Noi siamo pronti a fornire collaborazione e progettazione – conclude Ferlito – e in più il 28 e 29 ottobre a Catania gli esperti della sede Ance di Bruxelles formeranno in europrogettazione centinaia di professionisti e tecnici comunali dell’Isola. Sono sicuro che il governo regionale coglierà questa opportunità di collaborazione e avvierà al più presto un confronto con le categorie interessate: scambi di idee e sinergie con tutte le forze in campo possono aiutare a utilizzare al massimo le risorse europee e statali”.