E’ stato approvato all’unanimità dal parlamento siciliano, nella tarda serata di ieri che impegna il governo della Regione a trasferire un fondo di 12 milioni di euro per i piccoli Comuni siciliani. Le risorse saranno ripartite tra i centri montani e quelli con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti. L’ordine del giorno è stato proposto dal vice capogruppo di Grande Sud-Pid, Bernadette Grasso.

Le risorse sono comunque insufficienti ad erogare i servizi essenziali e a chiudere i bilanci”, precisa Grasso, che aggiunge: “Dopo nove mesi di soli annunci, il governo regionale avrebbe dovuto presentare il disegno di legge di riorganizzazione della macchina amministrativa per razionalizzare la spesa pubblica, eliminando una serie di sprechi da cui recuperare le risorse da destinare ai comuni, erogatori di servizi fondamentali per le famiglie. Invece, tiene ancora in piedi carrozzoni inutili e costosi, società partecipate, fondazioni e consorzi di bonifica”.

“Alla facile giustificazione, che non ci sono più soldi, questo Governo – secondo la parlamentare – per mettere in sicurezza l’assestamento del bilancio 2013 avrebbe dovuto tagliare tutta questa improduttiva. Dimenticando, tra l’altro, che a chiedere un riordino in tal senso è stata anche la Corte dei Conti nel suo Giudizio di parificazione”.

“Da sindaco – prosegue la vice capogruppo – mi onora essere accusata di difendere gli interessi dei comuni. Evidentemente non ci si rende conto che sono gli organi più vicini ai cittadini, che non arrivano più a fine mese e considerano ormai  i ‘grandi palazzi’, compreso il parlamento siciliano, la causa della loro drammatica situazione economica”.

“Mi sarei aspettata – prosegue la parlamentare – piuttosto che un assestamento tecnico, una variazione di bilancio che desse impulso alla ripresa economica. Invece no. Tutto sembra essere bloccato a causa dell’inerzia di una maggioranza incapace di sostenere politiche sociali e di sviluppo. E non si può pensare di garantire servizi facendo pagare altre tasse alle famiglie”.

Il fondo delle autonomie locali è stato dimezzato al punto che da circa 900 milioni di euro è stato decurtato del 40 per cento, arrivando a soli 540 milioni. Un disastro – dice Grasso –  a cui va aggiunta la soppressione di alcune importantissime riserve che in qualche modo prima consentivano agli enti locali una certa sopravvivenza”.

“Quando si tagliano in modo irresponsabile così  tante risorse – insiste Grasso –  significa non non avere a cuore le sorti dei siciliani e non poter più garantire: assistenza agli anziani e alle famiglie bisognose; servizi alle scuole, come la refezione, il trasporto degli alunni e l’acquisto di materiale didattico; emergenze di protezione civile, come quella dei rifiuti o interventi per i disabili, come l’abbattimento delle barriere architettoniche”.

“In dettaglio – spiega la parlamentare – parliamo del taglio di 23 milioni di euro di riserva previsti per il rimborso ai quei comuni che hanno già avviato le procedure di stabilizzazione degli Lsu; di altri 20 milioni di premialità per gli enti virtuosi; della riduzione del contributo per il trasporto interurbano degli alunni, che ha determinato una compartecipazione delle famiglie”.

“Per finire – conclude l’esponente di Grande Sud-Pid – è stato soppresso anche il contributo relativo all’Iva per i servizi non commerciali, assicurato invece in tutte le altre regioni d’Italia e ridotto drasticamente anche il contributo alle Unioni dei comuni, che potevano rappresentare un certo supporto per gli enti locali, se si fossero trasferite una serie di competenze dalle Unioni ai comuni”.

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