La protesta è rientrata ma le questioni restano aperte. Per l’esercito dei forestali siciliani c’è ancora un’attesa: l’incontro di martedì 13 maggio, alle 17, all’assessorato all’Agricoltura con le organizzazioni sindacali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.

Il capo di gabinetto della Presidenza della Regione ha confermato ai sindacati lo sblocco di ulteriori somme sul capitolo Forestazione.

Stamattina si sono tenute in tutta la Sicilia manifestazioni dell’Azienda Foreste e dell’Ispettorato forestale antincendi. I motivi della nuova protesta sono scaturiti dal non rispetto delle leggi vigenti che regolamentano il settore e dell’accordo sottoscritto lo scorso 11 marzo a Palermo dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, in occasione dello sciopero generale del comparto.

Tale intesa prevedeva di avviare al lavoro i 26 mila forestali siciliani a partire dallo scorso primo aprile, per svolgere l’attività dell’anno 2014 rispettando la legge che prevede le 151, 101 e 78 giornate di lavoro. Il sindacato regionale si dice essere stato “costretto a proclamare l’iniziativa di lotta perché non è stato rispettato l’accordo prima indicato: infatti all’interno della Finanziaria bis, in discussione all’Ars, le risorse previste sono ampiamente insufficienti”.

A Catania, la manifestazione è svolta davanti al Palazzo dell’Esa ed è guidata dai segretari provinciali Alfio Mannino (Flai), Pietro Di Paola (Fai) e Nino Marino (Uila). (nella foto)

“Il rischio di tale drammatica situazione – dicono Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil di Sicilia – è la mancanza di occupazione dei lavoratori forestali, il non avviamento dei lavori per realizzare i viali parafuoco fondamentali per evitare il rischio incendi. È grave la mancanza della programmazione per l’impiego delle squadre antincendio, viene così compromessa l’importante attività di prevenzione e di controllo”.