Non esistono motivi per discostarsi dal pronunciamento cautelare pronunciato dal Tar ne urgenze tali da intervenire prima dell’udienza di merito già fissata per il 25 giugno.

Con questa motivazione il Cga, il Consiglio di Giustizia amministrativa, con ordinanza pronunciata mercoledì e notificata venerdì sera alle parti, ha respinto il ricorso della Regione Siciliana che chiedeva di annullare proprio il pronunciamento cautelare con il quale, nello scorso dicembre, il Tar ha riammesso (provvisoriamente) alcuni enti di Formazione professionale al piano formativo 2014-2015 della Regione siciliana.

Il ricorso contro il piano formativo della Regione era stato promosso dall’Asef, l’Associazione degli Enti di Formazione, al fianco di DES srl, Cooperativa Sociale la Città del Sole, l’associazione CESAM e l’Ente associazione Form Azione Europea. A fronte del ricorso il Tar aveva sospeso parti del piano formativo ovvero il provvedimento regionale denominato “programmazione attività e semplificazione amministrativa del settore formazione professionale annualità 2014-2015” in pratica il Piano per la Formazione dell’anno formativo in corso.

Il Tar entrerà nel merito nell’udienza del 25 giugno ma intanto la Regione incassa l’ennesima sconfitta nella materia e cresce la confusione del settore che invece di essere riformato è piombato nel caos più totale.

Ma non basta. Il caos riguarda, ormai, anche il progetto Prometeo, nato per reimpiegare i lavoratori degli Enti sospesi recuperando i corsi ed i finanziamenti. Una operazione che la Regione intendeva gestire in house ovvero usando un proprio ente pubblico, il Ciapi di Pri0lo.

35 milioni di euro la dotazione ma la Regione ne ha erogato solo circa 2 milioni e 200 mila euro. il Ciapi, che ha già attivato 150 corsi e assunti 524 formatori e si preparava ad attivare altri 49 corsi assumendo altri 150 formatori, si trova ora in difficoltà e minaccia di fermare tutto e licenziare se la Regione non sbloccherà le risorse entro 15 giorni.

Una scelta obbligata anche perché le strutture che ospitano i corsi non sono state pagate e minacciano lo sfratto a giorni e perfino la rendicontazione non funziona perché concepita per gestire rapporti con Ente ‘esterni’ rispetto alla Regione e non riesce a decollare con una gestione in house, determinando ulteriori costi.

Vicenda questa messa nero su bianco in un verbale di incontri sindacale, anch’esso dello scorso mercoledì, ed a seguito del quale la Formazione scenderà in piazza da martedì 23 per 8 giorni di protesta che culmineranno nella manifestazione regionale del 30 marzo.

Come se non bastasse il Piano giovani è rimasto al palo dopo il flop del click day e non si vedono soluzioni neanche all’orizzonte come se il tema fosse stato dimenticato, ed il Piano nazionale Garanzia giovani, nella parte che riguarda la Sicilia è investito da polemiche e ricorsi per l’esclusione di 500 richiedenti.

Un caos totale, quello del settore Formazione, che rispecchia meglio di altri settori la gestione confusa e approssimativa della macchina regionale degli ultimi anni